martedì 27 Ottobre 2020

A Sesto San Giovanni primo bioimpianto di economia circolare integrata  

“L’economia circolare fa rima con impianti da realizzare”. Parola di Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato del gruppo Cap che all’Adnkronos racconta il progetto della biopiattaforma di Sesto San Giovanni.  

Il progetto, filo conduttore della presenza di Gruppo Cap a Ecomondo 2019, unirà termovalorizzatore e depuratore in un polo green e carbon neutral (zero emissioni di CO2), per trasformare i fanghi da depurazione in energia pulita e fertilizzanti, e la frazione organica in biometano.  

Ora in fase di realizzazione, il progetto ha visto il coinvolgimento diretto della cittadinanza e delle istituzioni grazie a un processo partecipativo. Secondo Russo “non possiamo pensare di cambiare il nostro sistema produttivo senza realizzare degli impianti. In questo senso l’idea di costruire una bio piattaforma ci permetterà di mantenere la forte vocazione industriale del territorio e di realizzare in Italia il primo impianto di economia circolare integrata sul modello di quello che avviene in Svizzera”.  

Si tratta, spiega Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, “di un progetto di riqualificazione di un impianto industriale finalizzato a risolvere vecchie questioni ambientali e a mantenere l’occupazione”. La bio piattaforma, dunque, grazie all’innovazione tecnologica “difende l’ambiente, con la riduzione degli inquinanti, e offre una soluzione al tema importante dei rifiuti con delle tariffe agevolate per i comuni soci del consorzio”.  

Tutti i numeri dell’impianto. Il termo impianto per il trattamento dei fanghi valorizzerà 65.000 tonnellate/anno di fanghi umidi pari a 14.100 tonnellate/anno di fanghi essiccati, interamente prodotti dai depuratori del Gruppo Cap, generando 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e fosforo come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.  

La linea di trattamento della Forsu invece tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi (Forsu) per la produzione di biometano, proveniente dai comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese, cioè i cinque Comuni lombardi che sono parte di Core. Non solo, dai residui solidi delle acque trattate sarà possibile produrre più energia pulita, a fronte di un’evidente riduzione dell’impatto ambientale sul territorio circostante.  

Rispetto al termovalorizzatore attualmente in funzione è prevista una drastica diminuzione dei fumi e delle emissioni dannose (meno 76%) e l’annullamento delle emissioni climalteranti.  

L’avvio dell’impianto non solo consentirà di recuperare materia organica e trasformarla in energia, ma fornirà anche un forte impulso alla raccolta differenziata, portando benefici al territorio sestese in termini ambientali, occupazionali e come volano di crescita e sviluppo sostenibile.  

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