SETTIMO TORINESE – Il 12 novembre, presso la sede aziendale di Settimo Torinese, l’arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia, incontrerà i 400 lavoratori della Olisistem Start e le loro rappresentanze sindacali per discutere delle problematiche correlate alla grave crisi in cui è sprofondata l’azienda.

Ricordiamo che Olisistem Start è un’azienda partecipata totalmente dalla “Alma Spa” agenzia per il lavoro. Alma è stata oggetto di indagine della procura di Napoli che ha portato, nel mese di Marzo 2019, ad interventi giudiziari nei confronti di alcuni vertici aziendali. Quanto sopra ha avuto riflessi negativi anche su Olisistem Start con la conseguente perdita di commesse che sta aggravando la delicata situazione finanziaria in essere che rischia di coinvolgere oltre 2000 dipendenti, tra diretti e somministrati, di cui 1000 sul comparto metalmeccanico tra tecnici informatici e operatori call center.

“L’assemblea con l’Arcivescovo Nosiglia arriva in un momento di accresciuta preoccupazione per le sorti future dei lavoratori e delle loro famiglie” commenta Vito Bianchino della Fim-Cisl “la Sua presenza, in una così delicata situazione, ci auguriamo possa essere di aiuto a fare in modo che l’azienda e le committenze tutte diano priorità alla salvaguardia occupazionale e non a ricercare maggiori profitti nella drammaticità della situazione”

Preoccupa infatti che, ad oggi, nonostante tutti gli interventi istituzionali in questo ultimo periodo a sostegno delle iniziative dei lavoratori per la difesa della loro occupazione, ancora non vi siano notizie concrete su cosa stia pensando di fare il principale committente del comparto metalmeccanico, Banca Intesa San Paolo, sulle cui commesse lavorano, a livello nazionale, 600 dei 1000 dipendenti del settore, e quasi tutti i lavoratori a Settimo Torinese. Da voci non confermate, sembrerebbe che in Banca Intesa San Paolo si stia ragionando di affidare a più aziende le attuali commesse oggi gestite in Olisistem Start, generando uno “spezzatino” con gravi rischi di maggiori esuberi a livello locale e nazionale e rischi di conseguenti impatti negativi sui diritti normativi e retributivi dei lavoratori.

Continua Vito Bianchino: “Se le voci fossero confermate saremmo di fronte ad un comportamento inaccettabile. Leggere in questi giorni degli utili miliardari conseguiti da Banca Intesa San Paolo e dover pensare che domani una parte di questi utili potrebbero generarsi aggravando la situazione di questi lavoratori, sarebbe deprecabile. É urgente, pertanto, che le Istituzioni del territorio, in primis il Comune di Torino e la Regione Piemonte, in attesa della auspicabile nuova convocazione Ministeriale, convochino un tavolo di crisi locale con la presenza del committente Banca Intesa San Paolo per aver chiarezza sui suoi intenti in merito”

Successivamente all’assemblea con Monsignor Nosiglia, la Fim-Cisl valuterà eventuali nuovi iniziative da mettere in campo nei prossimi giorni a difesa dell’occupazione in Olisistem Start.

“In una intervista ad un noto giornale economico, alcuni mesi fa, – conclude Bianchino – Papa Francesco affermava – la disoccupazione che interessa diversi Paesi europei è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro – La crisi Olisistem, purtroppo, ben rappresenta questa affermazione.”

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