IVREA – È stato trovato, lo scorso 23 ottobre, alle 14,30 circa, al carcere di Ivrea, al primo piano dove sono ristretti detenuti a regime ordinario, in una cella occupata da due detenuti di nazionalità rumena l’ennesimo micro telefonino cellulare, perfettamente funzionante e completo di carta micro-sim occultato all’interno di una scatola di plastica dietro al water della cella del bagno in uso ai detenuti.

Nell’ultimo anno, molti sono stati i telefonini cellulari ritrovati dalla Polizia Penitenziaria perfettamente funzionanti, di cui con sim, ha fatto pensare sarcasticamente ad un “posto di telefonia pubblico”, chiaramente illecito e prontamente sequestrato dalla Polizia Penitenziaria che ha ripristinato la legalità.

A dare la notizia è Leo Beneduci Segretario Generale dell’ O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) : “Constatiamo che le carceri con il ritrovamento di “grappoli” di cellulari, si trasformerebbero, senza l’incessante lavoro di controllo della Polizia Penitenziaria, in luoghi con “postazioni telefoniche pubbliche” ovviamente illecite, che rappresenterebbero uno smacco alle regole primarie di una sicura detenzione, quella di impedire una comunicazione indiscriminata con l’esterno. Qualcuno risparmi il buonismo derivante dal fatto che l’utenza userebbe il telefonino solo per le ulteriori comunicazioni con le persone care.”

Prosegue Beneduci: “Con gli organici falcidiati, garantire la sicurezza delle carceri non può essere un lavoro miracoloso della Polizia Penitenziaria, che senza divise e senza mezzi rischia financo di lavorare in borghese nelle sezioni. Lodevole l’intervento dei poliziotti penitenziari che sono intervenuti”

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