venerdì 18 Settembre 2020

Tre indagati per morte 19enne in discoteca, anche pusher e amico 

La procura di Firenze ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per la morte per overdose Erika Lucchesi, la 19enne studentessa di Livorno morta domenica mattina prima dell’alba nella discoteca Mind Club, ex Jaiss di Sovigliana di Vinci (Firenze), che fu il tempio della musica techno tra gli anni ’80 e ’90.  

Tra gli indagati sono finiti il legale rappresentante del locale notturno, lo spacciatore della droga e un amico coetaneo della ragazza morta, un 19enne anche lui di Livorno per sospettare overdose da sostanze stupefacenti sintetiche. I reati per cui la procura procede sono quelli di cessione di stupefacenti e morte in conseguenza di un altro reato, cioè lo spaccio di droghe.  

Al legale rappresentante della discoteca, una donna, la procura le contesta di non aver impedito ciò che sarebbe stata giuridicamente obbligata a impedire per la sua qualifica di legale rappresentante, ossia il presunto episodio di spaccio nel locale che poi avrebbe portato alla morte della giovane. Secondo l’ipotesi degli investigatori, che potrebbe essere confermata o meno dall’autopsia sul corpo della ragazza, a causare la morte di Erika sarebbe stato un mix di alcol e droga, probabilmente ecstasy. Il conferimento dell’incarico per l’autopsia che si svolgerà all’istituto di medicina legale dell’ospedale fiorentino di Careggi sarà dato oggi dal pm titolare del fascicolo, Fabio Di Vizio.  

Secondo alcuni testimoni, la ragazza avrebbe consumato quattro pasticche della sostanza stupefacente sintetica, in parte comprate già a Livorno, prima di salire sul treno per Empoli, prima tappa per raggiungere nella serata di sabato sera la discoteca Mind Club. La ragazza era in compagnia di sette o anni amici livornesi, tutti più o meno coetanei. Non si esclude che altre pasticche siano state acquistate in discoteca. 

I carabinieri del nucleo investigativo che conducono l’indagine sono risaliti all’identità del presunto spacciatore, che al momento però risulterebbe irreperibile. 

Dodici minuti sarebbero trascorsi fra la prima chiamata per chiedere soccorso al 118 e l’arrivo dell’ambulanza infermieristica. Diciannove minuti, invece, il tempo da quella stessa prima chiamata e l’arrivo dell’auto con il medico a bordo. Questa, secondo quanto ricostruito in una nota dall’Asl Toscana Centro, la tempistica dei soccorsi. Secondo la Asl, la prima chiamata alla centrale operativa del 118 di Empoli-Pistoia è arrivata alle 3.13 della notte. Una seconda chiamata, in cui si avvisava che la 19enne era in arresto cardiaco, è arrivata alle 3.20. Alle 3.25 è arrivata alla discoteca la prima ambulanza infermieristica. Alle 3.32 l’arrivo dell’automedica, e alle 3.37 una seconda ambulanza con soli soccorritori. I mezzi di soccorso, spiega sempre la Asl, erano stati attivati dalla centrale operativa tra le 3.16 e le 3.17.  

Nel frattempo i dj avevano interrotto la musica e diramato appelli al pubblico perchè defluisse per permettere ai soccorritori di intervenire. Per circa 40 minuti il medico ha tentato una rianimazione, ma alla fine ha dovuto dichiarare la morte della giovane.  

I carabinieri hanno avviato subito le indagini: sono stato ascoltati gli amici della ragazza e altri testimoni; sono stati visionati i video ripresi dalle telecamere di sorveglianza del locale, nel frattempo sottoposto a sequestro. Nel giro di poche ore gli investigatori hanno dato un’identità al presunto spacciatore, al quale continuano a dare la caccia. E hanno fornito al magistrato gli elementi utili per emettere i tre avvisi di garanzia. 

 

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