venerdì 23 Febbraio 2024

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Buco dell’ozono ai minimi dal 1982  

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Le temperature calde fuori dalla norma nella stratosfera sopra l’Antartide hanno drasticamente limitato la perdita di ozono a settembre e ottobre, provocando il più piccolo buco dell’ozono osservato dal 1982. E’ quanto riferiscono gli scienziati delle agenzie americane Noaa-National Oceanic and Atmospheric Administration e Nasa-National Aeronautics and Space Administration.

Il buco dell’ozono sull’Antartide si forma durante il tardo inverno dell’emisfero australe. Secondo le misurazioni degli scienziati, ha raggiunto la sua massima estensione di 6,3 milioni di miglia quadrate (16,4 milioni di chilometri quadrati) l’8 settembre e poi si è ridotto a meno di 3,9 milioni di miglia quadrate (10 milioni di chilometri quadrati) durante il resto di settembre e ottobre.

Nel corso degli anni – fanno sapere Noaa e Nasa – con condizioni meteorologiche normali, il buco dell’ozono in genere cresce fino a un massimo di circa 8 milioni di miglia quadrate. Questa è la terza volta in 40 anni che i sistemi meteorologici hanno causato temperature calde che limitano l’esaurimento dell’ozono. Modelli meteorologici simili nella stratosfera sopra l’Antartide, nel settembre 1988 e nel 2002, hanno prodotto buchi dell’ozono atipicamente piccoli. Le due agenzie precisano, però, che “non esiste alcuna relazione identificata tra questi modelli meteorologici e i cambiamenti climatici”.

“È un’ottima notizia per l’ozono nell’emisfero australe ma è importante riconoscere che ciò che stiamo vedendo quest’anno è dovuto alle temperature stratosferiche più calde – afferma Paul Newman, scienziato per le Scienze della Terra presso il Goddard Space Flight Center della Nasa – Non è un segnale che l’ozono atmosferico sia improvvisamente sulla buona strada per il recupero”. A partire dal 16 ottobre, il buco dell’ozono sopra l’Antartide è rimasto piccolo ma stabile e si prevede che si dissiperà gradualmente nelle prossime settimane.

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