CONFINDUSTRIA PIEMONTE – Oggi a Torino i Presidenti di Confindustria Piemonte e Confindustria Liguria – Fabio Ravanelli e Giuseppe Zampini – assieme al governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ai Presidenti delle Associazioni territoriali del Piemonte hanno incontrato i parlamentari delle due regioni.

La finalità dell’appuntamento è stata quella di definire priorità e politiche per lo sviluppo economico e produttivo dei due ambiti regionali.

Il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli, ha introdotto i lavori: «Ci sono urgenze – ha detto – che non possono più essere rimandate sulla strada dettata da Industria 4.0, passaggio obbligato per tutte le imprese con la necessità dello sviluppo di un piano nazionale per l’industria, duraturo, per investimenti nei progetti di digitalizzazione ma anche nel capitale umano, secondo quella che è la nuova rivoluzione industriale. Serve anche che vengano attivati gli stanziamenti per le infrastrutture, senza la cui realizzazione non può esserci una ripresa dell’economia. Per dare forza alle iniziative sul territorio, ci sono strumenti efficaci come i GECT, gruppi di cooperazione territoriale che possano essere di supporto a importanti progetti in una logica di corridoio. A partire dall’intesa già raggiunta con la regione francese Rhone-Alpes è stato condiviso un progetto specifico per un GECT mediterraneo. Inoltre la politica deve fare attenzione a non penalizzare ulteriormente comparti che già attraversano un momento di difficoltà. Il previsto balzello sulla plastica, per esempio, andrebbe ripensato con soluzioni alternative come un utilizzo più esteso di materiali riciclabili, dando spazio in questo campo a tutto ciò che è innovazione».

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha condiviso queste indicazioni sottolineando come la tassa sulle merendine potrebbe arrecare un grave danno alle aziende che operano nel settore della plastica e in quello dolciario. Domani il presidente Cirio incontrerà il premier Conte e mercoledì sarà a Bruxelles. I temi in primo piano rimangono – tra gli altri – la realizzazione della Tav che passa dalle opere aggiuntive, frenate però dalle indecisioni del Governo, il problema Asti-Cuneo, la tangenziale di Torino, la Pedemontana di Biella e la Variante di Demonte.

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