ASTI – Ieri martedì 8 ottobre, nel primo pomeriggio, nel carcere di Asti, nel reparto piano rialzato dove sono ristretti detenuti sottoposti al regime denominato “Alta Sicurezza” è stato trovato, durante un giro di controllo, un micro telefono cellulare perfettamente funzionante.

Detto cellulare munito di carta sim è stato trovato addosso al detenuto che lo nascondeva nelle mutande.

A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge :

“Per quest’anno si tratta dell’ennesimo rinvenimento, non occasionale ma professionalmente determinato dall’operato dalla Polizia Penitenziaria; ciò conferma gli allarmi che l’O.S.A.P.P. ha più volte lanciato rispetto a condizioni di estrema precarietà, evidenziate ripetutamente da questa sigla sindacale.”

“Fermo restando – prosegue il leader dell’O.S.A.P.P. – che il possesso di telefoni cellulari da parte di detenuti all’interno delle carceri non è certamente determinato dalla necessità di chiamare la mamma o la fidanzata da parte dei medesimi, ma assai spesso è legato ai contatti tra realtà criminali all’esterno del carcere e quindi alla continuazione di quei reati che hanno determinato la detenzione dei soggetti oggi reclusi, per il carcere di Asti anche le condizioni di vivibilità lavorativa da parte del personale di Polizia Penitenziaria lasciano assai a desiderare come più volte denunciato dall’OSAPP.”

“Anche nel caso del carcere di Asti – conclude Beneduci – come per gli altri istituti delle regioni Piemonte Liguria e Valle d’Aosta in penoso affanno organizzativo, è a rischio non solo l’agibilità e la funzionalità dell’istituto di pena ma anche e soprattutto la sicurezza della collettività esterna al carcere. Per tali motivi risultano irrinunciabili conseguenti iniziative da parte del Capo del D.A.P. Francesco Basentini e del Guardasigilli Alfonso Bonafede a cui l’O.S.A.P.P. rivolge nuovamente appello”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here