Come nella scena di un film, ma un film non è. Sono nitide e drammatiche le immagini delle telecamere della sparatoria avvenuta venerdì scorso negli uffici della questura di Trieste. Il breve filmato, visibile sul sito Adnkronos, mostra in particolare Alejandro Augusto Stephan Meran che, braccia tese, spara ad altezza d’uomo nell’atrio impugnando le due pistole di ordinanza sottratte alle vittime, gli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.

I funerali degli agenti uccisi dopo le autopsie

Nei 26 secondi del video si mostrano tre momenti diversi di quanto accaduto venerdì pomeriggio: i primi secondi inquadrano l’uomo, che dopo aver ucciso i due poliziotti, entra in una stanza cieca e cerca se qualcuno si nasconde dietro la porta. Si muove ancora nel piano ammezzato della questura, lo stesso dopo ha sparato ai due agenti, e impugna con la mano destra la pistola di Pierluigi Rotta. Il killer – secondo una ricostruzione logica – torna sui suoi passi e sottrae l’altra pistola a Matteo Demenego, quindi scende le poche scale. Le immagini successive sono invece registrate da una delle telecamere dell’atrio, il 29enne impugna entrambe le semiautomatiche e spara ripetutamente verso il corpo di guardia dove alcuni poliziotti presidiano l’ingresso.

Infine la scena si sposta all’esterno della questura, Meran va a sinistra, si avvicina a una Volante della polizia e tenta inutilmente di aprila, torna indietro, si è liberato della pistola scarica e con quella ancora carica, ignora un passante che attraversa la strada, e spara contro l’auto grigia su cui viaggiano gli agenti della squadra Mobile. Il poliziotto alla guida inserisce la retro per un paio di metri, qui il video si interrompe ma la ricostruzione dei testimoni non lascia dubbi: gli agenti escono impugnando le pistole e vicino ai parcheggi il 29enne viene ferito, sull’asfalto c’è ancora visibile il suo sangue.