ASTI –  Società e Istituzioni compiono passi da gigante per riconoscere uguaglianza e inclusione delle persone con disabilità. Ma la sfida, che accomuna  tutti  ed è più attuale che mai,  è andare oltre lo stereotipo della disabilità intesa solo come  limite e impedimento.  

Atteggiamento spesso mosso da parte di un opinione pubblica  disattenta o attratta solo mediaticamente dal  talento, magari esibito su qualche palco, e che è al tempo stesso di freno in chi è disabile a vedersi e stimarsi per le capacità latenti, che attendono solo di potersi esprimere.

Di spunto a queste considerazioni l’incontro organizzativo della prossima Settimana della disabilità che si terrà a dicembre, convocato dall’Assessorato alle Politiche sociali della Città, ospitato nella sala teatro di Anfass. Folta la partecipazione delle numerose associazioni locali: Aism , Apri, Auser, Cepim,Comunicaabile, Ente nazionale Sordi, GSH Pegaso, Unione Italiana ciechi e ipovedenti, Anfass, Centro diurno Arcobaleno di via Gavazza. Presenti anche i referenti del Centro servizi del volontariato di Asti e Alessandria, dell’Agenzia di formazione professionale  delle Colline astigiane, della Fondazione Casa di Carità Arti e  Mestieri, delle Scuole tecniche San Carlo, oltre agli educatori del Servizio Istruzione e dell’Educativa territoriale disabilità del Comune di Asti con il Dirigente Roberto Giolito.

Dal  confronto tra i partecipanti sono scaturite varie idee progettuali che ben si organizzeranno, in vista della Settimana che si svolgerà a dicembre prossimo, intorno  al tema “disabilità e talenti”. Dalla proposta dell’assessore visto il successo della mostra della giovane pittrice Sara Vergano, accolta positivamente dai presenti, verranno presentate esperienze di  successo, nei più svariati campi dell’espressione artistica, sportiva, in cui anche chi è disabile sa realizzare un sogno e coltivare passioni.

“Un invito – hanno ricordato il Sindaco Maurizio Rasero e l’assessore Mariangela Cotto – a mostrare di avere coraggio e che vale la pena di provarci, per scoprirsi finalmente  “in gamba” come, e se non più, degli altri”.

Come giocando con le parole, dire talenti rimanda alle capacità  latenti che chiunque, prima o poi, deve poter esprimere.  

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