FAVRIA – La festa di San Rocco a Favria è uno degli appuntamenti religiosi maggiormente sentiti nel panorama Favriese. Una ricorrenza che di anno in anno si rinnova senza dimenticare il passato. Il culto di San Rocco a Favria si è diffuso nel XVI secolo.

La festa cade in Estate inoltrata, quando finite le semine nei campi la natura si prepara al riposo autunnale, conservando nel ventre il seme che crescerà e germoglierà a primavera prossima. Quindi è un periodo di passaggio nel ciclo agricolo annuale, dunque una festa religiosa forse subentrata a festività pagane precristiane. Il giorno precedente di Ferragosto, Feriae Augusti, in quanto l’imperato Augusto, aveva dato il nome a questo mese e aveva istituito questa festa, il riposo di Augusto, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli ed era prima la festa dei Consualia, che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità, e venivano organizzate feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano adornati di fiori.

Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia. Rocco di Montpellier, universalmente noto come San Rocco e morto a Voghera tra nella notte tra il 15/16 agosto 1376/1379, dal Medioevo in poi è stato il Santo più invocato come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa. In tutti i paesi la cappella a Lui dedicata è all’inizio del paese lungo una via di accesso frequentata. Una volta da Torino si perveniva a Favria, da strada Levata, antica via romana. Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato.

Con il passare dei secoli è divenuto uno dei santi più conosciuti nel continente europeo e oltreoceano. A Favria con il lavoro instancabile del Comitato dell’omonimo borgo presieduto da Antonio, coadiuvato da tutto il Comitato portano avanti questa testimonianza di fede genuina che si fonde con le radici della tradizione. Venerdì 16 agosto, dopo le 20,30, durante la funzione religiosa è stata data una targa a Bartolomeo Tarizzo, presidente del borgo per 22 fattivi anni. Il Comitato e tutti i borghigiani gli offrono tale targa, con gratitudine ed affetto, come riconoscimento del suo ineguagliabile contributo a mantenere sempre dignitosa la Cappella di San Rocco.

(Giorgio Cortese)

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