CIRIÈ – La Cardiologia di Ciriè, diretta dal dottor Gaetano Senatore, ha pubblicato negli ultimi mesi sei lavori su riviste scientifiche internazionali (JACC Cardiovascular Interventions, Europace, Journal of International Cardiac Electrophysiology, Journal of Cardiovascular Electrophysiology, Clinical Cardiology, Journal of Cardiology), sviluppati in collaborazione con i più importanti centri di cardiologia in Italia e in Europa.

Sono state valutate le ultime terapie senza farmaci disponibili, per una loro migliore applicazione ai numerosi pazienti affetti da patologie cardiovascolari, in particolare per la fibrillazione atriale e per lo scompenso cardiaco. Patologie cardiologiche frequenti, spesso legate insieme e gravate da un’elevata mortalità.

Oltre la terapia farmacologica, che da sola non sempre riesce a migliorare la sopravvivenza, esistono terapie interventistiche rappresentate da dispositivi impiantabili come i defibrillatori, l’eliminazione dell’aritmia attraverso una procedura definita ablazione e l’eliminazione del rischio di ictus chiudendo con un “ombrellino” la zona del cuore dove si formano i trombi.

Pur essendo terapie ben consolidate, è costantemente necessario valutarne con un approccio scientifico la corretta applicazione per evitare trattamenti inutili o dannosi, oltre la possibilità di allargarne l’applicazione anche ad altri pazienti. Inoltre, la collaborazione tra centri, sia a livello nazionale sia internazionale, permette di valutare in un numero maggiore di persone assistite l’efficacia delle terapie in oggetto.

“L’analisi dei dati delle terapie che utilizziamo nei nostri pazienti ci permette di migliorare sempre di più la loro applicazione”, sottolinea il dottor Senatore.

Nei lavori pubblicati sono state valutate diverse terapie. La terapia elettrica per lo scompenso cardiaco con il defibrillatore impiantabile, utilizzando la telemedicina per il controllo dei pazienti. L’efficacia dell’eliminazione della fibrillazione atriale, patologia diffusa e con una prognosi spesso sottovalutata, con una tecnica “a freddo” che appare più sicura in alcuni pazienti rispetto all’utilizzo di terapia “a caldo” che caratterizza la tecnica di ablazione della fibrillazione atriale. La valutazione della procedura di chiusura dell’auricola, tecnica che elimina il rischio di ictus in pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere la terapia anticoagulante, per la quale l’Ospedale di Ciriè è tra le strutture italiane che ne effettua un numero elevato.

Commenta il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor Lorenzo Ardissone: “La collaborazione con centri a elevati volumi italiani ed europei permette di analizzare sempre più pazienti e associare la pratica clinica all’attività scientifica rende i nostri ospedali sempre all’avanguardia per quanto riguarda le ultime terapie disponibili. Inoltre, la possibilità dell’utilizzo della telemedicina in cardiologia rappresenta la vera innovazione che i nostri professionisti possono offrire ai cittadini della nostra Azienda, caratterizzata da un territorio molto vasto”.

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