TORINO – I Sindacati (Nursind, Conapo, Confsal, Fns-Cisl e Uil-PA; Siulp e Sap) rimarcano, in una nota congiunta, i problemi di organizzazione del Nue 112, dichiarando che c’è necessità di rivedere il servizio e contestando le dichiarazioni di Mario Balzanelli, Presidente del Sis118, che chiede una riforma urgente del Sistema 118.

“Rappresentiamo una congrua parte di quei lavoratori che esprimono competenze elevatissime nell’ambito dell’ordine pubblico, del soccorso tecnico urgente e dell’emergenza sanitaria territoriale; – scrivono – l’unione sindacale che ci vede in prima linea sul tema del numero unico 112 si basa sui disservizi segnalatici nel tempo dai cittadini. Sono da noi lontane anni luce le guerre di posizione in favore di una o dell’altra categoria professionale, per questo esprimiamo il nostro dissenso con la Federazione dell’Ordine dei Medici, la Federconsumatori e con il Presidente della Società Italiana dei Sistemi 118.

Può forse qualcuno di questi soggetti affermare che le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco non salvino vite? Certamente no, dunque perché dovrebbe essere riattivato solo il numero 118 e non gli altri? La risposta è che nessuno dei numeri tradizionali può essere ripristinato in forza della Legge 124/2015 (Madia) che ne ha imposto il superamento in favore del numero unico. Il 112 nacque per superare la frammentarietà della giungla di numeri in cui il cittadino doveva districarsi prima della sua attivazione e sbaglia di grosso il Presidente Balzanelli ad affermare il contrario; dovrebbe altresì chiarire se parla a nome della SIS 118 o, come afferma l’AREU Lombardia, a titolo personale. Riteniamo che lo scandaloso modello organizzativo del call center laico (non abbiamo altri modi per definirlo) debba essere rivisto, coinvolgendo assieme al Ministro della Salute il Ministero dell’Interno e dello Sviluppo Economico, questi ultimi, di quell’accordo furono i principali artefici quasi dieci anni fa.”

“Nel sostenere nuovamente la necessità di centrali operative interforze presidiate con pari dignità dagli enti del soccorso pubblico, inviteremmo Federconsumatori, l’Ordine dei Medici Nazionale e i sindacati affini ad adoperarsi al nostro fianco ed invece di sostenere la presenza di un medico su ogni ambulanza (ma non ce n’erano troppo pochi???) ad usare pari veemenza contro la chiusura degli ospedali e l’assenza di risposte territoriali adeguate. La nostra componente sindacale può dimostrare senza tema di smentite che tre chiamate su quattro alle centrali operative sanitarie sono di pertinenza del medico di famiglia o della guardia medica e sono il risultato di ambulatori aperti per tre ore al giorno….

La Regione Piemonte, secondo quanto dichiarato dal neo Assessore alla Sanità, rischia di riprecipitare nel baratro del piano di rientro… i suoi cittadini e i suoi lavoratori non hanno bisogno di ulteriori strutture moltiplicatrici di sprechi, inefficienze e disservizi. Sì al 112, ma con un altro modello di organizzazione!!!”

Inoltre, i Sindacati, hanno richiesto un’audizione al cospetto delle Commissioni competenti sui temi della salute e della sicurezza.

“La richiesta fa seguito all’impegno formalmente assunto dal Presidente della Regione Alberto Cirio che, in occasione della Conferenza Stampa Congiunta tenutasi presso il Pacific Hotel Fortino il 15 maggio 2019, aveva sottoscritto, firmando per approvazione, i contenuti illustrati nel Manifesto redatto per l’occasione.

Ne riassumiamo qui i punti principali: interventi migliorativi del Numero Unico di Emergenza 112, predisposizione di team integrati per il soccorso pubblico, miglioramenti in tema di sicurezza per le reti stradali e tangenziali, sicurezza per i cittadini che vivono in luoghi decentrati e sensibilizzazione della Regione sulle misure di contrasto alle aggressioni ai pubblici ufficiali, includendo, oltre alle Forze dell’Ordine, anche il personale operante nei Pronto Soccorso e nelle strutture territoriali.”

E concludono: “La salute e la sicurezza di cittadini e lavoratori sono una priorità che non deve più attendere.”

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