venerdì 30 Ottobre 2020

Olimpiadi 2026, Conte: “E’ il sogno di tutto il Paese”

Una nuova Olimpiade italiana vent’anni dopo Torino o la prima volta della Svezia d’inverno. E’ questa la scelta che dovrà operare oggi pomeriggio il Comitato olimpico internazionale, assegnando l’edizione del 2026 dei Giochi invernali. La resa dei conti tra Milano-Cortina e Stoccolma-Are va in scena allo Swiss Tech Convention Center di Losanna, sede della 134a Sessione del Cio nella quale saranno rappresentati 68 Paesi.

Dei 95 membri del Comitato olimpico internazionale, tre non potranno votare perché sospesi. Non si esprimeranno nemmeno il presidente Thomas Bach, i tre membri italiani e i due svedesi. Saranno assenti all’appuntamento del 24 giugno altri tre membri: il Granduca di Lussemburgo, Henry, il principe ereditario del Bhutan, Jigyel Uguen Wangchuck, e la tiratrice slovacca Danka Bartekova impegnata ai Giochi Europei di Minsk. Per vincere, quindi, serviranno 42 voti. Il verdetto, atteso alle ore 18, sarà anticipato da una doppia presentazione delle candidature: una tecnica al mattino a porte chiuse e una pubblica nel primo pomeriggio.

Dopo la presentazione nel primo pomeriggio dei report redatti dalla Commissione di valutazione del Cio presieduta da Octavian Morariu si procederà alla votazione a porte chiuse (dalle 16 alle 16.30), seguita dalla cerimonia dell’annuncio della città vincitrice. Sarà questo l’ultimo atto di un lungo iter, iniziato il 29 settembre del 2017 con l’apertura della fase di dialogo cui avevano aderito 7 candidature: oltre a Milano-Cortina e Stoccolma-Are, Calgary (Canada), Erzurum (Turchia), Sapporo (Giappone), Graz (Austria) e Sion (Svizzera).

Nonostante le rassicurazioni sulla sostenibilità economica dei Giochi, dopo il via libera alle riforme dell’Agenda 2020 e delle New Norm che hanno rimodellato il processo di candidatura, nel corso dell’iter il Cio ha dovuto registrare le rinunce di Graz e Sapporo e le bocciature nei referendum locali prima di Sion e poi di Calgary, quest’ultima costretta a gettare la spugna dopo essere già stata ufficializzata insieme a Milano-Cortina e Stoccolma-Are nella riunione dello scorso ottobre a Buenos Aires.

Nella stessa Sessione è stata stoppata la candidatura di Erzurum per carenze nelle infrastrutture e il Cio ha deciso di spostare da Milano (inizialmente designata) a Losanna la Sessione del prossimo giugno. Anche la candidatura italiana ha cambiato volto soprattutto con il passo indietro nel settembre 2018 di Torino, inserita inizialmente nel progetto, e il conseguente annuncio dei governatori Attilio Fontana (Lombardia) e Luca Zaia (Veneto) di voler andare comunque avanti. L’1 ottobre scorso il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha rotto gli indugi con la lettera di conferma al Cio della candidatura di Milano-Cortina. Archiviate le ultime polemiche, la squadra ha iniziato a lavorare in maniera compatta sul dossier in una serie di incontri ospitati a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

La prima visita a Milano e Cortina dei tecnici del Cio si è svolta dal 23 al 25 ottobre. Il 28 novembre il progetto e il logo di Milano-Cortina sono stati svelati per la prima volta sulla scena internazionale in occasione dell’Assemblea dei Comitati olimpici mondiali (Anoc) a Tokyo. Il 10 gennaio il governo di Giuseppe Conte ha firmato la lettera di appoggio alla candidatura e il dossier è stato inviato a Losanna.

A inizio aprile, in concomitanza con la visita nelle due città italiane della Commissione di valutazione del Cio guidata da Octavian Morariu (in Svezia si è svolta a metà marzo), il governo ha anche firmato le garanzie finanziarie a sostegno della candidatura. Il 7 maggio la candidatura è stata presentata all’Associazione delle federazioni invernali internazionali, collegate con Roma da Brisbane, ed è stato ufficializzato il nome di Malagò come presidente del Comitato organizzatore in caso di vittoria.

L’ultimo passaggio fondamentale prima del voto di oggi è stata la pubblicazione del report redatto dalla Commissione di valutazione del Cio sulle due candidature, con giudizi sostanzialmente positivi per Milano-Cortina, che “soddisfa tutti i criteri”, e molte perplessità su Stoccolma-Are, dalla mancata firma di Stoccolma sull’host city contract all’assenza di garanzie finanziarie fino al rischio ambientale per alcune sedi di gara.

Dalla sua la Svezia ha il teorico vantaggio di non avere mai ospitato un’edizione invernale delle Olimpiadi, mentre per l’Italia sarebbe la terza volta dopo Cortina 1956 e Torino 2006. Tutto avrà un peso nella lunga giornata di oggi. Ma l’Italia, dopo le due candidature sfumate di Roma ai Giochi del 2020 e del 2024, può finalmente sognare.

CONTE – “C’è tutta l’Italia e un paese unito e compatto che rivendica la legittima ambizione di poter offrire questa opportunità a noi stessi e a tutte le delegazioni che ospiteremo. Vediamo come andrà, ma siamo molto uniti e determinati”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al suo arrivo presso lo SwissTech Convention Center. “Abbiamo storia, abbiamo ricchezza e tanto da offrire. E’ un esame perché c’è un verdetto, ma manteniamo pure le giuste proporzioni. Non è un momento in cui l’Italia dimostrerà tutta se stessa senza appello: è un’occasione importante per il Paese”, ha aggiunto. “Se l’Italia sarà scelta per ospitare i Giochi Olimpici, fin da questa sera lavoreremo perché l’evento possa essere ricordato nella storia dello sport”. Durante il suo intervento in occasione della presentazione della candidatura di Milano-Cortina a Losanna il presidente del Consiglio ha indossato una cravatta con il simbolo del ponte di Genova, che gli è stata donata da una sartoria genovese. ”Un segno di vicinanza costante alla città e ai suoi abitanti”, fa sapere lo staff del premier.

MALAGO’ – “Abbiamo dormito poco ma lo sapevamo. L’importante è essere lucidi ora. C’è l’adrenalina della gara testa a testa, è emozionante ma è una gara che si gioca a scrutinio segreto”. Lo ha detto il presidente del Coni Malagò, al suo arrivo allo SwissTech Center di Losanna insieme alla delegazione della candidatura Milano-Cortina.

“Il fattore principessa? Ogni considerazione è giusta ma può essere smentita”, ha aggiunto Malagò riferendosi alla principessa Vittoria che guida la delegazione svedese. “Noi – ha concluso – ce la giochiamo con il tricolore e l’importanza e forza dei suoi valori”.

“Vogliamo che questi siano i Giochi di tutti, dobbiamo sviluppare la pratica degli sport invernali”. “Abbiamo presentato tutte le garanzie richieste dal Cio e soprattutto sedi e tutte le strutture a partire dai villaggi olimpici e paralimpici -prosegue il n.1 del Coni-. Abbiamo il supporto dell’80% degli italiani, il nostro è un progetto onnicomprensivo. E’ un progetto sostenibile. Saranno Giochi per tutti, inclusi atleti, spettatori, residenti, stakeholders”, conclude.

SALA – “Nel nostro dossier è garantito che San Siro ospiterà la cerimonia di apertura e così sarà”. Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, rispondendo a una domanda sulla volontà di Milan e Inter di costruire un nuovo stadio durante la conferenza stampa seguita alla presentazione della candidatura di Milano-Cortina alle Olimpiadi invernali del 2026.

“La municipalità di Milano -ha sottolineato Sala- è proprietaria di San Siro e la costruzione di un nuovo stadio richiederà tempo. Inoltre, noi siamo i proprietari dello stadio e nel nostro dossier è scritto che sarà funzionante fino al 2026. Dopo potremo ragionare sul futuro del Meazza, ma ora posso assolutamente confermare che sarà la sede della cerimonia di apertura”.

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