domenica 18 Aprile 2021

“Accuse infondate”, tensione Iran-Usa  

L’Iran ha respinto categoricamente le “accuse infondate” degli Stati Uniti riguardo l’attacco contro due petroliere nel golfo dell’Oman, dopo che il sottosegretario americano, Mike Pompeo, ha attribuito l’incidente a Teheran. Lo ha comunicato la missione iraniana all’Onu, sottolineando di “condannare nei temi termini più forti” tali affermazioni.

“La guerra economica degli Stati Uniti e il terrorismo contro il popolo iraniano, nonché la loro massiccia presenza militare nella Regione, sono stati e continuano ad essere le principali fonti di insicurezza e instabilità nel Golfo Persico”, si legge in una dichiarazione. “È ironico – continua la nota – che gli Stati Uniti, che si sono ritirati illegalmente dall’Accordo sul nucleare iraniano, ora chiedano all’Iran di tornare ai negoziati e alla diplomazia”.
Secondo la missione di Teheran alle Nazioni Unite “né le invenzioni e le campagne di disinformazione, né le accuse senza vergogna degli altri possono cambiare la realtà: gli Stati Uniti e i loro alleati regionali devono fermare il bellicismo”.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha rilasciato un video che mostra l’equipaggio di una motovedetta iraniana mentre rimuove una mina inesplosa da una delle petroliere attaccata nel Golfo di Oman. “Alle 16:10 (ora locale) una barca di pattuglia IRGC Gashti Class si è avvicinata alla ‘Kokuka Courageous’ ed è stato osservato e registrato mentre rimuove una mina inesplosa” dallo scafo, ha affermato il portavoce Bill Urban in una dichiarazione.

“Gli Stati Uniti e i nostri partner nella Regione prenderanno tutte le misure necessarie per difendere noi stessi e i nostri interessi. Gli attacchi – ha aggiunto – rappresentano una chiara minaccia alla libertà di navigazione internazionale e alla libertà di commercio”.

Parlando ad una conferenza stampa a Tokyo, il presidente di Kokuka Sangyo, Yutaka Katada, ha negato che la petroliera ‘Kokuka Courageous’ sia stata colpita da un missile. Tutti i membri dell’equipaggio sono tornati sulla nave dopo l’esplosione per ripristinare il sistema di alimentazione.

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