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lunedì 20 Settembre 2021
lunedì, Settembre 20, 2021

Raffica di autosospensioni al Csm  

Altri due consiglieri togati del Csm si autosospendono. Sono Gianluca Morlini, di Unicost, presidente della commissione incarichi direttivi, e Paolo Criscuoli di Magistratura indipendente. Si allargano dunque gli effetti della bufera che ha colpito la magistratura a seguito dell’inchiesta di Perugia. “In questi giorni è in corso una campagna di stampa che confonde e sovrappone indebitamente i piani di una indagine penale relativa a fatti rispetto ai quali sono del tutto estraneo, come già emerso, con l’attuale attività svolta presso il Consiglio superiore della magistratura” scrive in una nota Criscuoli, spiegando la sua decisione di autosospendersi. ”Ciò ha offuscato e rischia di compromettere ulteriormente l’immagine e la percezione che dell’organo di governo autonomo della Magistratura hanno i cittadini prima ancora dei magistrati”, sottolinea. ”Per questa ragione, nel rispetto dell’istituzione e del ruolo di componente togato del Consiglio, pur non essendo citato in alcun modo dalla stampa, ho depositato presso la segreteria della vicepresidenza del Consiglio la comunicazione della volontà di non partecipare all’attività del Consiglio e delle Commissioni fino a quando non sarà ribadito e chiarito, anche dagli organi competenti, la piena correttezza del mio operato, sempre improntato all’assoluto rispetto dei doveri di disciplina ed onore richiesti dalla Costituzione”, rivendica Criscuoli, denunciando ”un pericoloso clima di caccia alle streghe” ed esprimendo l’auspicio ”che questo gesto di responsabilità induca tutti a riflettere”. 

Con una nota diffusa nella tarda serata di ieri avevano annunciato l’autosospensione anche i consiglieri del Csm Corrado Cartoni e Antonio Lepre, di Magistratura indipendente, che non sono coinvolti nell’inchiesta di Perugia ma che avrebbero partecipato, insieme a Luca Palamara, a un incontro con Luca Lotti e Cosimo Ferri, per discutere della nomina del procuratore di Roma. ”Pur consapevoli e certi della correttezza del nostro operato, per senso istituzionale e per evitare attacchi strumentali al Csm – scrivono Cartoni e Lepre – comunichiamo la autosospensione dalle funzioni consiliari in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda”. La decisione è arrivata al termine di una giornata che ha visto a Palazzo dei Marescialli una serie di incontri tra i gruppi e una lunga riunione di tutti i consiglieri, laici e togati. Il vicepresidente Ermini si era prima recato al Quirinale, in vista del plenum straordinario di oggi pomeriggio. E le dimissioni dei due consiglieri, o almeno la loro sospensione, erano state auspicate e sollecitate. 

INTERROGATORI A PERUGIA – Intanto c’è stretto riserbo in procura a Perugia dove oggi sono stati convocati Luigi Spina, ex togato di Unicost del Consiglio superiore della magistratura, e il pm di Roma Stefano Rocco Fava, entrambi indagati con l’accusa di favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto Luca Palamara. Spina è arrivato in procura poco dopo mezzogiorno: entrato frettolosamente nel palazzo non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti e sarebbe poi andato via da un’uscita secondaria. Dopo circa tre ore, intorno alle 15, quando era previsto l’arrivo di Fava, un’auto ha fatto ingresso nel parcheggio riservato. 

 

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