TORINO – Sul piede di guerra i lavoratori GTT.

L’azienda ha comunicato che “da sabato 25 a lunedì 27 maggio quasi 1.000 dipendenti dell’Azienda saranno impegnati ogni giorno ai seggi elettorali.” Chi come Presidenti e chi come Scrutatori; la gran parte come Rappresentati di lista (più del 96%), impegno anch’esso tutelato dalla legge.

“In considerazione della rilevanza delle assenze, – comunica l’azienda – GTT modificherà l’orario programmato per applicarne uno ridotto del 15% (come l’orario estivo), con inevitabili disagi soprattutto nella giornata di lunedì 27. E’ inoltre stimato un costo complessivo per l’Azienda (giornate retribuite da GTT e servizio non prodotto) di 800.000€, in un momento in cui, come noto, ogni risorsa è preziosa. Abbiamo ritenuto opportuno fornire un quadro della situazione in modo tale che ognuno abbia gli elementi per ragionare e scegliere consapevolmente, partendo dal presupposto che il diritto alla partecipazione ai seggi e quello alla mobilità sono entrambi importanti.”

I lavoratori non sono d’accordo con questa comunicazione. Dichiarano che l’orario sarebbe comunque ridotto normalmente perchè le scuole sono chiuse. “Nove anni senza integrativo, è una vergogna! La colpa non è dei lavoratori.”

Intanto le Rsu Cgil Cisl Uil fanno sapere che non accetteranno soluzioni se non di valorizzazione del personale. “Il 29 maggio ci sarà un incontro e questo può essere il primo per aprire una discussione in primis per le assunzioni e quindi per i nuovi assunti (per noi importantissimo).
La procedura rimane sospesa fino a dopo l’incontro del 29 maggio lasciando quindi aperta la possibilità dello sciopero!”

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