NICHELINO – All’inizio del mese di febbraio il Comune di Nichelino ha presentato alla Direzione Azioni integrate con gli Enti locali della Città Metropolitana di Torino una richiesta di assistenza tecnica per la redazione del progetto di fattibilità di una Casa delle Associazioni che l’amministrazione comunale intende realizzare nel quartiere San Quirico.

Una volta realizzata, la nuova struttura sarà messa a disposizione di alcune delle associazioni di volontariato e culturali presenti sul territorio nichelinese. Il documento di fattibilità delle alternative progettuali è stato studiato e sviluppato in poco più di due mesi. Il nuovo Codice dei contratti lo prevede come primo passo per la valutazione e la programmazione delle opere pubbliche più impegnative. Lo scopo di un livello di progettazione che è ancora embrionale è infatti l’analisi e la discussione di più soluzioni alternative, per poter individuare quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire.

Il documento di fattibilità consente all’amministrazione comunale di inserire lo stanziamento dei fondi necessari nel Programma triennale dei lavori pubblici. L’esigenza primaria del Comune di Nichelino è quella di rilocalizzare le otto associazioni attualmente ospitate nel centro di via Damiano Chiesa, un fabbricato realizzato all’inizio degli anni ‘70, che dovrà essere smantellato a causa della presenza di amianto. Il nuovo fabbricato dovrà garantire lo stesso numero di sale presenti nella sede attuale, oltre a un locale polivalente agevolmente fruibile. Per ampliare l’offerta di attività praticabili nella nuova sede, il Comune ha chiesto ai progettisti della Città Metropolitana di prevedere un auditorium per convegni con una capienza di 150-200 posti, una cucina annessa al locale polivalente con la possibilità di preparare pasti in occasione di feste e uno spazio da adibire a deposito.

L’alternativa progettuale A è sufficiente a sostituire il centro in via di demolizione con l’aggiunta degli spazi aperti al pubblico e costituisce l’intervento “minimo” prevedibile da parte dell’amministrazione di Nichelino. Vi è poi un’ipotesi B, che prevede la possibilità di soddisfare le esigenze di spazio di altre associazioni attualmente prive di una sede adeguata, portando a venti il numero delle sale concesse. In entrambe le ipotesi progettuali il nucleo di sale e spazi aperti ai cittadini costituisce il lotto principale dell’intervento, denominato Lotto I, che include tutte le sistemazioni esterne delle aree di pertinenza: aree di sosta, percorsi viari, pavimentazione della corte interna, aree verdi.

Il progetto prevede nel Lotto II una foresteria con 8-10 camere e annessa club-house. La differenza tra l’ipotesi A e l’ipotesi B risiede nella localizzazione sul lotto. L’ipotesi A è più compatta dal punto di vista della planimetria e prevede una spesa di 3.564.152,23 Euro. L’ipotesi B è più completa ed economicamente impegnativa, perché prevede uno stanziamento di 4.644.860,92 Euro.

L’area individuata dall’amministrazione comunale nichelinese per la realizzazione dell’intervento è un ampio isolato in zona San Quirico, sul sedime dell’omonima cascina e sul terreno di pertinenza, attualmente di proprietà comunale. I fabbricati della Cascina San Quirico sono assai datati, in stato di abbandono e in pessime condizioni di conservazione, tanto da risultare irrecuperabili e da costituire un pericolo per la pubblica incolumità. La demolizione decisa dal Comune è già stata eseguita in parte ed è in programma per la parte restante.

Ai progettisti della direzione Azioni integrate con gli Enti locali è stato richiesto di impostare il progetto di fattibilità sulla falsariga dell’impianto generale della vecchia cascina, per mantenerne la memoria e l’impronta, valorizzando anche il tracciato storico della via San Quirico, che definisce il limite settentrionale del lotto e che con il suo andamento irregolare è ancora oggi riconoscibile a tratti nel tessuto urbano di Nichelino. I corpi di fabbrica preesistenti, di diverse proporzioni e altezze in quanto aggiunti in fasi successive, occupavano la porzione settentrionale del lotto, con un impianto approssimativamente “a L” che definiva una corte interna. La porzione meridionale del lotto consiste invece in un giardino o orto, cinto da un muro di pietra anch’esso di vecchia costruzione.

Il progetto approntato dalla direzione Azioni integrate con gli Enti locali rispecchia pienamente l’impianto storico, valorizzando la corte interna come fulcro principale dell’attività, il tracciato altomedievale della via San Quirico con la piccola chiesa omonima e soprattutto l’ampio giardino a sud del lotto, un vero polmone verde nell’area residenziale, protetto dal suo muro di cinta in pietra. Le tecniche e i materiali prescelti sono dichiaratamente contemporanei: lo schema planimetrico è stato studiato per essere compatibile con una struttura in X-LAM, una tecnologia di prefabbricazione basata sull’impiego di grandi pannelli in legno a strati incrociati incollati, che concilia rapidità di esecuzione e sostenibilità ambientale, oltre ad avere ottime prestazioni in termini di sicurezza antisismica, prevenzione incendi, prestazioni energetiche e comfort abitativo.

La veste architettonica nasce proprio dall’incontro tra gli elementi caratterizzanti delle vecchie cascine piemontesi e l’uso di materiali e tecniche contemporanei. Il filo conduttore è l’uso di lamelle in legno per la realizzazione di velette frangisole, dei parapetti di balconi e terrazzi e persiane scorrevoli, dando un’immagine unitaria pur nella diversa caratterizzazione delle porzioni del fabbricato.

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