CHERASCO – La sfida per il clima comincia dai territori. Coniugando l’innovazione tecnologica alle vocazioni economiche delle comunità, gli impegni internazionali con la capacità di sviluppare consapevolezza, disponibilità al cambiamento e senso del futuro fra le persone.

È l’ipotesi intorno alla quale ruota “Tecnologie globali per risposte locali”: il convegno promosso da Confindustria Cuneo ed Egea,con l’obiettivo di approfondire, in termini trasversali, le grandi trasformazioni che interessano il settore energetico.

L’evento, in programma giovedì 18 aprile (ore 16.30) presso il “Monastero di Cherasco-I Somaschi” (via Nostra Signora del Popolo n. 9, Cherasco) integra riflessioni di carattere teorico, condotte da autorevoli relatori, con l’analisi di buone pratiche locali e le applicazioni concrete di un modello energetico centrato sulla mutualità, l’efficientamento e il ricorso sempre più ampio alle rinnovabili sia in ambito domestico che industriale.

Evidenzia Mauro Gola, presidente degli Industriali Cuneesi: “Confindustria sostiene il ruolo delle imprese come innovatori sociali e propulsori del cambiamento orientato alla sostenibilità. Le imprese rappresentano lo stakeholder trainante e, all’interno del territorio in cui operano, sono chiamate ad essere ambasciatrici di un nuovo modello di sviluppo, per contribuire a diffondere una cultura di promozione della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale d’impresa”.

Un approccio, dunque, che guarda a una realtà particolarmente significativa per il nostro Paese, quella dei Comuni di piccola e media dimensione che rappresentano quasi l’85% della superficie nazionale, dove vivono più dei due terzi della popolazione in 6.647 Comuni, di cui circa il 25% in città medie, sui quasi ottomila del totale. L’Italia delle provincie, appunto, protagoniste dell’export nazionale attraverso i propri distretti produttivi, fattori di coesione sociale e di attrazione turistica, luoghi di cerniera fra e le zone rurali e le aree urbane di grande dimensione, svolgendo un fondamentale ruolo di traino economico (in media l’85% del Pil regionale deriva dalle zone non metropolitane) attraverso prestazioni d’eccellenza: basti pensare che la provincia di Cuneo è quella con il maggior numero di piccoli comuni in Italia (247, di cui il 90% sotto i 5.000 abitanti) e qui l’export ha superato nel 2018 gli 8 miliardi di euro, il 5,2% in più rispetto all’anno precedente, collocandosi al secondo posto in Piemonte dopo Torino.

Dopo i saluti istituzionali, si entrerà nel vivo del programma con gli interventi di Francesco Gullì, Università Bocconi e Consigliere di Gestione Egea, Maurizio Repetto, Dipartimento Energia “Galileo Ferraris” Politecnico di Torino, Roberto Ronco, direttore Governo, Tutela del Territorio, Ambiente della Regione Piemonte, Giuseppe Dasti, coordinatore Desk Energy Mediocredito Italiano-Gruppo Intesa Sanpaolo, Nicola Massaro, responsabile area tecnologie e qualità Ance. Seguirà una tavola rotonda.

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