RIVAROLO CANAVESE – La lista Rivarolo Sostenibile con Vittone ha nuovamente anticipato tutti presentando per prima i candidati alle elezioni amministrative.

Un folto pubblico ieri sera, venerdì 12 aprile, nella sala congressi dell’Hotel Rivarolo per la presentazione ufficiale.

“Ci crediamo e la passione ci spinge da molto tempo. – Ha affermato il Candidato Sindaco, Marina Vittone, in apertura di serata – abbiamo fatto esperienza e continueremo a fare tesoro di questo bagaglio.”

Accennando alla lista, Marina Vittone ha anticipato che è composta da persone con specifiche competenze e che rappresentano tutti i settori della società civile. Quindi ha chiamato, con tanto di effetto a sorpresa, i candidati in lista che attendevano seduti tra il pubblico. A precederli la proiezione di una scheda con la foto del candidato da piccolo e una frase. E l’effetto sorpresa è piaciuto.

Il primo ad essere presentato è stato Arturo Andreol, 50 anni, Architetto Paesaggista, giunto a Rivarolo, da Chieri, nel 1975, impiegato in un ufficio tecnico comunale dove si occupa di lavori pubblici.

È toccato poi ad Alessandro Anedda, 42 anni, imprenditore, che ama stare in mezzo alla gente.

Francesca Bevacqua, 42 anni, impiegata; attuale consigliere comunale di maggioranza, ha potuto maturare esperienza durante questi cinque anni. Ora ha deciso di proseguire in modo diverso e con una squadra diversa, perchè “nella vita bisogna avere il coraggio di cambiare”.

Marco Coha, 31 anni, agente immobiliare nato e cresciuto in frazione Argentera, ha gestito un’azienda agricola, ha a cuore le tematiche dell’ambiente e dell’agricoltura.

Pamela Crescenzo, 44 anni, insegnante, da cinque anni vive a Rivarolo, e si è sempre interessata alla vita amministrativa della città.

Francesca Dagnese, 42 anni, insegnante; organizzatrice di eventi in frazione Pasquaro, collabora con enti di volontariato, con la Parrocchia, è molto attiva, un vulcano di idee.

Simone Dalla Pina, 33 anni, commerciante. La sua filosofia è “non radere al suolo”, ma rivalutare.

Laura Gandolfo, 48 anni, insegnante. Già al fianco di Marina la scorsa tornata elettorale, con lei ha partecipato alla “battaglia per Villa Vallero”.

Elena Leone, 39 anni, ingegnere; tesoriere della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri. Per lei sarebbe bellissimo avere un primo sindaco donna, segno del passo dei tempi e di una Rivarolo completamente nuova.

Laura Rosa Martinelli, 62 anni, impiegata. Ha fatto parte del direttivo di Non bruciamoci il futuro, lavorando sulle tematiche ambientali.

Pierangelo Masoero, 59 anni, funzionario dell’Asl To4. Ha sposato questo progetto cinque anni fa; un progetto civico, perchè crede che i progetti nelle comunità locali debbano essere portati avanti senza condizionamenti politici.

Giacomo Meaglia, 27 anni, impiegato tecnico, già candidato con Marina Vittone cinque anni fa. Donatore di sangue, è nel direttivo della Fidas.

Sandra Ponchia, 56 anni, imprenditore. Ha sottolineato l’importanza di riportare aziende che producono, in Rivarolo.

Gino Saviano, 65 anni, insegnante in pensione; punta sullo sport.

Paolo Scutti, 31 anni, commerciante. Pronto a mettersi in gioco per una Rivarolo migliore. Nella sua attività lavorativa lo sport è al centro.

Stefano Vallosio, 50 anni, consulente finanziario. In modo conciso e diretto ha affermato che sono una bella squadra, qui per ridare un po’ di sorriso alla città e che, se verranno votati, saranno una bella sorpresa.

Tutti i candidati hanno descritto il candidato Sindaco come una donna caparbia, determinata, con capacità di analisi, corretta, pulita, con passione per la vita amministrativa e un bel bagaglio di esperienza.

Dopo la presentazione, Marina Vittone, ha accennato ai punti fondamentali del programma, parlando delle ex scuole elementari che potrebbero essere riconvertite totalmente o abbattute solo in parte. Lì potrebbe nascere un centro di aggregazione per i giovani: il Pala Rivarolo. Ha parlato del Centro Polisportivo, fiore all’occhiello della città, da rimernare colmando le esigenze delle società e associazioni sportive. Infine della mini-Rivarolandia, che rischierebbe di attrarre nella zona sud, mentre l’Urban attrae nella zona nord, creando una desolazione nell’asse centrale della città.

E infine, di non chiedere alle associazioni occupazione di suolo pubblico o tasse per i rifiuti e tornare a investire sulla cultura e turismo.

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