CUORGNÈ – “È una vergogna. Che la casa di riposo di grande importanza sociale per Cuorgnè debba pagare l’affitto, mentre non ci sono problemi a dare contributi per il Giro d’Italia a Ceresole!”.

A dichiararlo ai giornalisti presenti è stato il consigliere di minoranza Giancarlo Vacca Cavalot, uscendo dalla Casa di Riposo “Umberto I” dove si era recato per la festa dei compleanni.

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“Non fosse stato per questa dichiarazione non avremmo detto ancora nulla – hanno affermato il Direttore Raffaele Brasile e il Presidente Ferdinando Domenico Nigra – perche non ci sono ancora comunicazioni ufficiali dalla controparte al riguardo.”

La struttura è di proprietà del Comune e, nell’ottobre 2017, è scaduto il contratto di comodato d’uso gratuito (10 anni + 10 anni).

“Non ci è mai giunta notizia di pagamento o di andare via – spiegano – siamo stati noi a far presente al comune che era scaduto il contratto. Parlando con l’amministrazione, ma senza nessun scritto ufficiale, abbiamo fatto la nostra proposta, e loro ci hanno detto che mille euro al mese potrebbe essere una cifra congrua. Cifra che riusciamo a pagare, ma che sicuramente va ad incidere su alcune attività che svolgiamo. Abbiamo anche proposto una serie di servizi, tra cui la mensa per le persone in difficoltà o la refertazione medica, che hanno un valore di circa 25mila euro l’anno. Ma non ci è stata data risposta.”

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Al momento, considerando che il contratto è scaduto nel 2017, ne sono sprovvisti. “Abbiamo anche pensato ad un tacito rinnovo, siccome non sono arrivate comunicazioni ufficiali che affermavano il contrario. Ravviso – ha dichiarato Brasile – una non riconoscenza nei confronti di ciò che una struttura sociale come la nostra offre al territorio. Adesso siamo in attesa degli sviluppi.”

Giunta immediata la dichiarazione del Sindaco Beppe Pezzetto al riguardo: “Non sono riuscito a rientrare in tempo per festeggiare i 106 anni della Sig.ra Antonia Enrietto, a cui vanno i miei auguri, erano però presenti il Vice Sindaco Laura Febbraro, l’Assessore Lino Giacoma Rosa e la consigliera Sabrina Mannarino.
Per quel che concerne la polemica (a mio giudizio fuori luogo visto il momento di festa e anche pretestuosa) riferitami, ritengo sia opportuno un sintetico chiarimento: una legge Regionale prevede la trasformazione delle IPAB in altra tipologia di ente, da tempo l’attuale struttura sta lavorando alla trasformazione e su questo abbiamo già avuto alcuni incontri in Regione.
Nel caso specifico l’IPAB di Cuorgnè a differenza delle altre, non possiede l’immobile che nel caso specifico è di proprietà del Comune. Alla luce della convenzione scaduta e della trasformazione in atto abbiamo nel rispetto della norma proposto delle ipotesi che impattino economicamente il meno possibile, vista l’importanza sociale della struttura, e su tali proposte stiamo lavorando in questa fase di transizione”.

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