IVREA – Sono sbarcati a Ivrea e a Torino per incontrare le nostre aziende i mentori coinvolti nel progetto “Meet@Torino – Mentoring for International Growth” della Camera di commercio di Torino.

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Si tratta di professionisti legati al Piemonte per motivi di nascita, studio o lavoro, che hanno fatto carriera all’estero, e che oggi tornano in Italia, a titolo volontario e gratuito, per fornire consulenza e assistenza agli imprenditori piemontesi.

I mentori di questa quinta edizione del progetto sono 46, lavorano con posizioni chiave in grandi aziende a livello mondiale (Aizoon, Comau, Dell Technologies, FCA, Eataly USA, Enel Green Power, Facebook, Johnson&Johnson, Whirpool, ecc.) e hanno mediamente più di 10 anni di esperienza di vita e lavorativa in 15 diversi paesi quali Hong Kong, Thailandia, Cina, Singapore, Brasile, Usa, Sudafrica.

Elettronica, automotive, cosmetica, piattaforme e-commerce, energia, infrastrutture, tecnologie digitali, lusso, agri business, alimentari e bevande, medicale: sono questi i settori di competenza nei quali i mentori esprimono la propria competenza, frutto di anni di esperienza in aziende spesso multinazionali.

Venerdì 22 marzo i mentori hanno incontrato 30 aziende piemontesi a Ivrea presso la sede di Confindustria Canavese (che da quest’anno è anche partner del progetto) per iniziare a lavorare insieme in un rapporto personale di consulenza e crescita su diversi temi (strategia, internazionalizzazione, benchmarking, ecc.), mediato dalla Camera di commercio di Torino. L’impegno prevede un minimo di 30 ore dedicate nell’arco di 8 mesi. Gli stessi mentori, il giorno prima, giovedì 21 marzo, hanno incontrato a Torino ulteriori 120 imprenditori piemontesi.

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Oggi un’impresa per crescere non può concentrarsi soltanto sul mercato interno, ma deve allargare i propri orizzonti e guardare anche al resto del mondo”, dichiara Patrizia Paglia, Presidente di Confindustria Canavese. “Muoversi verso i mercati esteri richiede però molta competenza e preparazione e affinché l’internazionalizzazione sia veramente efficace è importante avvalersi della consulenza e dei consigli di chi sa già come approcciare e come muoversi nei mercati di altri Paesi. Il mentoring può essere uno strumento molto valido per il trasferimento delle conoscenze in tale ambito. Confindustria Canavese ha voluto essere partner di Camera di Commercio in questo progetto al fine di offrire alle imprese del Canavese un ulteriore importante supporto per il loro sviluppo”.

Come ha sottolineato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino: “L’internazionalizzazione passa anche attraverso una rete di contatti strategici, con persone in grado di indirizzare e consigliare in modo qualificato e competente, ma totalmente disinteressato: è questo il valore più importante del nostro progetto, che quest’anno vede crescere il numero dei mentori internazionali, tra cui 17 alla prima esperienza con noi, ma anche delle aziende piemontesi che si sono candidate ad essere mentee, ben 138. La rete in questi anni è cresciuta molto: basti pensare che su LinkedIn il network conta oltre 1.900 contatti”.

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La presenza dei mentori a Ivrea è stata anche l’occasione per coinvolgerli in un concorso di idee relativo al progetto Icona, che si propone di riaprire con nuove idee di innovazione sociale la Fabbrica di Mattoni Rossi di Camillo Olivetti. E’ la prima volta che, nell’ambito dell’iniziativa, viene candidato all’attività di mentorship anche un progetto strategico per lo sviluppo di attività imprenditoriali del territorio. Per questa ragione, al termine degli incontri individuali, i partecipanti all’evento sono stati accompagnati in una visita guidata alla Fabbrica di Mattoni Rossi.

ICONA è il nome della coalizione formata da diciotto imprese canavesane che hanno scelto di acquistare la Fabbrica di Mattoni Rossi e avviare un progetto di riqualificazione con l’obiettivo di fare tornare lo storico edificio motore di sviluppo e riferimento per le imprese”, spiega Andrea Ardissone, presidente della società. “L’obiettivo principale è quello di fare tornare la Fabbrica a essere un riferimento internazionale nel campo dell’innovazione e della responsabilità sociale. Questo concorso di idee potrà contribuire a dare all’edificio una nuova funzione rispettandone però l’anima e facendo in modo che il valore simbolico che essa rappresenta non vada disperso”.

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