TORINO – Lo sport come motore del cambiamento: questo è il messaggio che intende veicolare il giovane reporter Luca Rinaldi attraverso il docufilm “Vivaio Italia” un’approfondita indagine sui retroscena del calcio giovanile italiano. Il progetto fa parte dei tre selezionati nell’ambito della call “Games”, lanciata da Infinity – il servizio di video streaming on demand – sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

“Vivaio Italia” non si limita tuttavia a far luce sulla gestione dei giovani talenti da parte delle società e dei protagonisti del calcio italiano. Grazie al potere suggestivo del cinema, il documentario permette di giocare una partita molto più importante: quella per la solidarietà. Luca Rinaldi ha infatti siglato un accordo con Gli Insuperabili, progetto nato nel 2012 a Torino sul modello dell’inglese Football For Disabled, che consente a ragazzi con disabilità cognitivo, relazionale, affettivo emotiva, comportamentale, fisica, motoria e sensoriale di frequentare scuole di calcio. Una parte dei fondi raccolti a favore di “Vivaio Italia” sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso sarà quindi destinata a Gli Insuperabili,

permettendo a tante famiglie di concretizzare un sogno: favorire l’inclusione di ragazzi diversamente abili tramite il gioco di squadra per eccellenza, il calcio appunto, uno sport che basa la sua stessa condizione di esistenza sull’aiuto e il supporto reciproci.

Vivaio Italia: perché i giovani talenti italiani rimangono in panchina. La mancata qualificazione della Nazionale al campionato mondiale è un episodio triste della storia calcistica italiana, che fa emergere un dato altrettanto preoccupante: dal 2006 a oggi, l’Italia non è stata più in grado di crescere una nuova generazione di calciatori di livello mondiale.

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Un vivaio di cui i coltivatori (di talenti) si sono troppo spesso dimenticati, relegando i nostri giovani più promettenti in panchina oppure lasciandoli “maturare” troppo a lungo nelle squadre minori.  All’estero, al contrario, le promesse del calcio vengono gradualmente lanciate, con la possibilità di allenarsi quotidianamente fianco a fianco dei calciatori più famosi del panorama internazionale.

Eppure, il “vivaio Italia” non è poi così sterile: tanti, infatti, sono i giovani che ambiscono a diventare stelle del calcio mondiale. Qual è allora il motivo per cui in Italia permane ancora il vizio – soprattutto a livello agonistico – di non guardare con la dovuta attenzione allo sviluppo dei settori giovanili? – Al quesito, su cui si interrogano da tempo tutti i tifosi italiani, possiamo trovare risposta guardando “Vivaio Italia”, che racconta i protagonisti del calcio italiano – calciatori, allenatori, osservatori che vanno alla ricerca di nuovi talenti – per mostrare come lavorano e come si adoperano per coltivare (o meno) le giovani promesse. Il documentario si concentra anche sul ruolo delle società e, in particolare, di quanto sono in grado di capire se in casa propria sta crescendo un talento vero e di quanto sono disposte a investire per la crescita, non soltanto del club, ma di un intero movimento che potrebbe portare di nuovo gli azzurri sul tetto del mondo.

Un documentario che tratta un tema “scottante” ma allo stesso tempo di interesse per tutti gli sportivi (e non), alla cui diffusione si può contribuire in prima persona partecipando alla raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso. C’è tempo fino al 24 gennaio per sostenere il progetto: al raggiungimento della metà dell’obiettivo economico (fissato a 10mila euro), Infinity erogherà un cofinanziamento di 5mila euro e il docufilm sarà inserito nel palinsesto del 2019.

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