GOVERNO – Con 167 voti favorevoli, 68 contrari e tre astensioni, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando l’emendamento 1.9000 interamente sostitutivo dell’articolo 1 del ddl n. 981, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.

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Nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e sono stati approvati, con quattro emendamenti, gli articoli della seconda sezione.

All’inizio della seduta il Ministro per i rapporti con il Parlamento Fraccaro ha depositato il maxiemendamento 1.9000 interamente sostitutivo dell’articolo 1, che il Presidente del Senato ha trasmesso alla Commissione bilancio per l’esame dei profili di copertura. Dopo una sospensione di cinque ore, la Commissione bilancio ha espresso parere non ostativo, a condizione che siano soppressi i commi da 160-bis a 169 e le cifre ai commi 421 e 653 siano sostituite da quelle contenute nella relazione tecnica. Ha inoltre espresso osservazioni sui commi 163-octies e novies e 429. Dopo che il Ministro Fraccaro ha accolto i rilievi della Commissione, il Presidente ha valutato ammissibile l’emendamento 1.900 nel testo riformulato.

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Il sen. Marcucci (PD) ha lamentato la presentazione da parte del Governo di ulteriori modifiche, che hanno sottratto tempo all’esame in Commissione. Le minoranze, in segno di protesta, non hanno partecipato alla votazione del parere. La sen. Bernini (FI) ha manifestato sconcerto per l’andamento dei lavori che sta occultando i reali contenuti e numeri della manovra ed evidenzia un dilettantismo pericoloso per il Paese. La sen. De Petris (Misto-LeU) ha denunciato la violazione del Regolamento.

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Il Ministro Fraccaro ha posto la questione di fiducia sull’approvazione dell’emendamento 1.9000 nel testo riformulato; il Presidente del Senato ha convocato la Conferenza dei Capigruppo, che ha rimodulato i tempi posticipando alle 23,30 le dichiarazioni di voto.

La sen. Bernini (FI) ha accusato la maggioranza di tenere la votazione nelle ore notturne per paura di rivelare i contenuti della manovra e ha proposto di rinviarla a domani mattina. Il sen. Marcucci (PD), denunciando la violazione dell’articolo 72 della Costituzione, ha preannunciato il ricorso diretto alla Consulta. Il sen. Ciriani (FdI), che avrebbe apprezzato delle scuse da parte del Governo, ha annunciato che, per senso di responsabilità, il suo Gruppo parteciperà al dibattito notturno. La sen. De Petris (Misto-LeU), osservando che la procedura seguita non ha precedenti, ha riproposto l’esame in Commissione del maxiemendamento. Il Presidente del Senato ha fatto presente che, essendo stata posta la questione di fiducia, il ddl non può tornare in Commissione. Respinta la proposta di modifica del calendario di FI, è iniziata la discussione sulla fiducia. Sono intervenuti i sen. Floris, Elena Testor, Berutti, Anna Maria Bernini, Mallegni, Pagano, Moles, Maria Rizzotti, Quagliarello, Licia Ronzulli (FI); Renzi, Mirabelli, Magorno, Taricco, Stefano, Simona Malpezzi, Zanda, Misiani (PD); Zaffini, Isabella Rauti, De Bertoldi (FdI); Laniece (Aut); Martelli (Misto); Loredana De Petris (Misto-LeU); Tosato (L-SP) e Dell’Olio (M5S).

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Le opposizioni hanno duramente criticato la manovra nel metodo e nel merito: il Governo ha alzato i toni dello scontro con l’Europa con una manovra basata su numeri inconsistenti, approvata alla Camera con la fiducia, per poi cedere nella trattativa con la Commissione europea e ripiegare su una manovra recessiva, che sottrae incentivi alle imprese, taglia risorse ai fondi di sviluppo, di coesione e di cofinanziamento, al capitale immateriale e alle Ferrovie dello Stato, prevede pesanti clausole di salvaguardia (23 miliardi di aumento Iva nel 2020), blocca l’indicizzazione delle pensioni di 1.500 euro, senza peraltro escludere una futura procedura d’infrazione e ponendo il Paese sotto sorveglianza. Le risorse per reddito di cittadinanza e quota cento, dopo la riscrittura europea, sono sensibilmente ridotte, e le misure, rinviate nel tempo e ridotte a spot elettorali, non avranno l’impatto previsto sui consumi. Il Parlamento, umiliato con continui rinvii, non ha avuto la possibilità di conoscere, discutere ed emendare. Il voto notturno simboleggia l’oscurità della manovra e del futuro del Paese, che pagherà un prezzo alto per la gestione insipiente della sessione di bilancio.

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“La maggioranza, che ha ereditato una situazione economica disastrosa, non accetta lezioni da chi ha votato per anni manovre che hanno aumentato le tasse, impoverito il Paese, aumentato le diseguaglianze sociali. Il maxiemendamento recepisce istanze emerse nel dibattito in Commissione e la fiducia è stata una scelta obbligata per evitare la procedura d’infrazione e l’esercizio provvisorio. La manovra contiene misure importanti nel segno dell’equità sociale e dello sviluppo: reddito di cittadinanza (7 miliardi), superamento della legge Fornero, inizio della flat tax per le partite Iva, riduzione dell’Ires dal 24 al 15 per cento per gli investimenti, taglio dei premi all’Inail, cedolare secca per i negozi, detraibilità dell’Imu per i capannoni industriali dal 20 al 40 per cento, 15 miliardi stanziati per scuola e infrastrutture, 1,5 miliardi per i risparmiatori truffati, un miliardo per le famiglie, cento milioni in più per i non autosufficienti, un miliardo di investimenti per gli enti locali che potranno utilizzare l’avanzo, 250 milioni di rifinanziamento delle province, conferma del bonus bebè e del pacchetto industria 4.0. Negli anni precedenti le manovre erano scritte da Bruxelles, quest’anno il Governo ha trattato, portando il deficit dall’1,6 al 2,04 per cento, per varare una manovra che prevede misure che onorano gli impegni assunti con i cittadini. La stabilità finanziaria non può essere separata dalla stabilità sociale: l’Europa sta attraversando una grave crisi ed è auspicabile che cambi rotta con le elezioni del prossimo anno.”

Nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato la fiducia i sen. Cario (Misto-MAIE), Romeo (L-SP) e Paragone (M5S). Hanno negato la fiducia i sen. Steger (Aut), Errani (Misto-LeU), Ciriani (FdI) e Pichetto Fratin (FI). Il sen. Marcucci (PD), per protesta, ha annunciato la non partecipazione al voto del suo Gruppo.

Dopo il voto di fiducia, la seduta è stata sospesa, in attesa della presentazione da parte del Governo della Nota di variazioni. La Nota, trasmessa e esaminata dalla Commissione bilancio, è stata poi approvata dall’Assemblea.

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