BUSANO – La scorsa settimana in un incontro sindacale di verifica e prospettiva aziendale tra la FIM-CISL e la M4U di Busano, si sono affrontate anche le situazioni dei lavoratori precari (somministrati/interinali) che, a seguito delle nuove normative legislative (Decreto Dignità) non avrebbero più potuto avere alcuna possibilità di proroga nel 2019 del loro rapporto di lavoro.

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Infatti il decreto dignità impone che superato un certo numero di mesi, debba essere necessariamente inserita la cd. “causale” ovvero la motivazione per la prosecuzione del rapporto di lavoro a termine.

Questa particolarità legislativa, se non governata sindacalmente, rischia che nelle aziende, strumentalmente o meno, si ottenga l’effetto contrario, ovvero che le aziende per mantenere una flessibilità che reputano indispensabile, procedano con un turn over secco, sostituendo con altra manodopera precaria il lavoratore che altrimenti dovrebbe essere assunto fisso. Ma in M4U, in cui ogni anno è prassi verificare percorsi di stabilizzazione, si è convenuto, tra azienda e Sindacato di puntare alla conferma dei lavoratori per non disperdere le competenze tecniche e professionali acquisite.

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La M4U è una azienda metalmeccanica importante nell’economia dell’alto Canavese. Governata da una famiglia di imprenditori locali in joint venture con un solido gruppo imprenditoriale internazionale che ha anche una sede in zona, ha saputo superare la grande crisi globale con investimenti e dinamicità commerciale ed oggi conta circa 150 dipendenti di cui appunto una parte in somministrazione.

Il segnale che arriva da questo accordo è quello che si può fare impresa anche tenendo in considerazione il ruolo sociale che questo determina. Aver scelto di non fare il semplice “scambio” tra lavoratori a scadenza, con nuovi lavoratori, per garantirsi una flessibilità superiore ma una professionalità nuovamente da creare sarà solo un vantaggio.

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Per Vito Bianchino “Il mondo del lavoro è cambiato sicuramente, ma gli strumenti per governare le incertezze economiche periodiche ci sono. Non si può pensare di crescere come azienda solo con la flessibilità se non si rimette al primo posto anche il benessere del proprio capitale “umano”.

E regalare una prospettiva a 20 famiglie ha sicuramente portato in questa realtà per il 2019 un ottimismo che non potrà che essere apprezzato da Tutti i lavoratori.

Insieme alle Rsu dell’azienda valuteremo nei prossimi mesi quale soluzione poter mettere in campo per garantire, nell’ambito della nuova legislazione, il corretto equilibrio tra necessaria flessibilità e percorsi di stabilizzazione aggiuntivi.”

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Auspichiamo che anche in altre realtà aziendali prevalgano questa tipologia di valutazioni frutto di un serio e proficuo confronto sindacale a sostegno dell’economia complessiva del territorio.

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