VENARIA REALE – Non tutti sanno che Un borghese piccolo piccolo è un romanzo straordinario di Vincenzo Cerami da cui è stato tratto, in un secondo tempo, il capolavoro cinematografico di Monicelli.

Il romanzo è un ritratto di agghiacciante attualità del nostro Paese. La peculiarità del romanzo è la tinta grottesca con cui Cerami descrive le umili aspirazioni del protagonista Giovanni, il borghese piccolo piccolo. Giovanni è un uomo di provincia che lavora da oltre trent’anni al Ministero e il suo più grande desiderio è quello di “sistemare” al Ministero suo figlio Mario. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Un grande romanzo classico e due grandi del nostro Teatro.

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Massimo Dapporto si misura col ruolo portato sul grande schermo da Alberto Sordi nel film cult di Mario Monicelli del 1977. Un modesto impiegato del Ministero tutto dedito al lavoro e alla famiglia, alla soglia del pensionamento, sogna di “sistemare” il figlio e farlo assegnare al suo ufficio. Cercando una strada per raccomandarlo, individua la scorciatoia aderendo ad una loggia massonica a cui è iscritto il suo capo. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di questo borghese piccolo piccolo che incarna l’italiano medio e la cui vicenda evolverà verso la tragedia. Un ritratto intenso e impietoso della società italiana che resta di agghiacciante attualità.

In collaborazione con Piemonte dal vivo

Prezzi Biglietti:
Intero € 20,00 + prev Ridotto € 18,00 + prev
PREVENDITE AUTORIZZATE: Ticketone – www.ticketone.it Vivaticket – www.vivaticket.it

IN ABBONAMENTO

INFO E BIGLIETTERIA
Teatro Concordia di Venaria (TO) | Teatro della Concordia si trova in C.so Puccini
La sera dello spettacolo dalle ore 20| T. 011/4241124| info@teatrodellaconcordia.it |

SCHEDA ARTISTICA
Pietro Mezzasoma presenta:
MASSIMO DAPPORTO
in
UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO

Tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami
Adattamento e Regia Fabrizio Coniglio
Con Susanna Marcomeni, Roberto D’Alessandro,
Matteo Francomano, Federico Rubino
Musiche originali Nicola Piovani
Costumi Sandra Cardini
Scene Gaspare De Pascali
Luci Valerio Peroni
Assistente alla Regia Alessandro Marmorini
Assistente ai Costumi Alice Rinaldi
Assistente alle Scene Valeria Di Maria

Perché riprendere un capolavoro del passato e riproporlo nel nostro tempo? Una semplice spinta commerciale o forse una storia tremendamente attuale?
“Un borghese piccolo piccolo” è un romanzo straordinario di Vincenzo Cerami da cui è stato tratto, in un secondo tempo, il capolavoro cinematografico di Monicelli. Il romanzo, che diverge dal film in
alcuni nodi narrativi essenziali, è un ritratto di agghiacciante attualità. La peculiarità del romanzo è la tinta grottesca, che si cerca di ripercorrere nell’adattamento di Fabrizio Coniglio, con cui Cerami descrive le umili aspirazioni del protagonista Giovanni, il borghese piccolo piccolo. Quella che metteremo in scena sarà infatti una tragicommedia che nella prima parte regalerà momenti di comicità a tratti esilarante.

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Il Borghese piccolo piccolo è Giovanni Vivaldi, un uomo di provincia che
lavora al ministero, il cui più grande desiderio è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al figlio. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano.
La Scorciatoia o la raccomandazione è avvertita dalla nostra società come qualcosa di necessario per sopravvivere: forse, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge e nelle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica. Questo è lo snodo più
fortemente attuale della storia che metteremo in scena. Racconteremo questo grande romanzo classico con il sorriso, che solo i grandi autori come Vincenzo Cerami hanno saputo e sanno ancora regalarci. Per questo motivo ci affidiamo all’arte di un grande interprete del nostro Teatro: Massimo
Dapporto, capace di rendere il ridicolo e il tragico nello stesso tempo, regalando grande umanità e semplicità alla famiglia Vivaldi.

TRAMA
Giovanni e Amalia discutono di come il figlio Mario potrà trovare un lavoro ora che ha conseguito il diploma di ragioniere. Giovanni apprende che si terrà un concorso per 1200 nuovi posti allo stesso ministero in cui lavora. Giovanni decide di iscrivere Mario, ma sapendo che lui non
potrebbe farcela, va a chiedere al capufficio se può favorirlo.

Il dirigente gli spiega che nel concorso vi sono due prove, una orale e una scritta; in quella orale può favorire Mario, ma in quella scritta no. Il capufficio, però, vedendo Giovanni abbattuto, gli chiede se è disposto ad entrare nella Massoneria, in modo da poter conoscere anche lui il contenuto del test, usufruendo dei “vantaggi” che godono i membri della loggia.

Giovanni accetta, entra nella Massoneria e, qualche settimana prima del concorso, ottiene dal capufficio le risposte dell’esame, che fa imparare a memoria a Mario. Il giorno del concorso Giovanni e Mario si stanno recando al ministero, ma dei rapinatori che stanno scappando sparano
e accidentalmente colpiscono Mario che muore. Amalia, per il dolore della morte del figlio, rimane vittima di una trombosi. Giovanni si abitua al nuovo modo di vivere, ma un giorno, quando si reca in questura per vedere i sospettati, riconosce l’assassino e non dice niente.

L’assassino viene rilasciato e mentre ritorna viene seguito da Giovanni che lo cattura e lo porta nella sua baracca vicino al lago dove con del fil di ferro lo lega e lo imbavaglia quasi fino a strozzarlo e lo tortura per diversi giorni. Nei giorni seguenti l’assassino muore, Giovanni va in pensione, ma proprio lo stesso giorno dell’agognato traguardo Amalia muore. Dopo i funerali,
Giovanni ritorna a seppellire l’assassino e poi ritorna alla sua vita di prima.

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