TORINO – Era solito recarsi presso i vari uffici provinciali della motorizzazione civile per sostituirsi, dietro lauto compenso, ai propri connazionali non in grado di sostenere gli esami per il conseguimento della patente di guida, potendo contare sulla spiccata capacità di parlare e comprendere la lingua italiana e sulla valida preparazione in materia.

L’ultima volta, però, si è imbattuto nei i poliziotti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Torino che, allertati dagli esaminatori della locale Motorizzazione Civile che avevano segnalato tra gli esaminandi la presenza di un candidato sospetto di origine indiana, si sono recati immediatamente presso la sede degli esami.
nella mattinata di martedì 27 settembre, veniva sottoposto a controllo il candidato che poco prima aveva sostenuto l’esame di teoria per il conseguimento di patente di guida categoria “B”. Questi riferiva di chiamarsi S.S., nato in India 34 anni fa che, a richiesta degli operatori, esibiva una carta d’identità italiana rilasciata dal comune di Fossano ed un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Cuneo in data 01.08.2016, nonché la tessera sanitaria/codice fiscale rilasciata dalla Regione Piemonte, tutti successivamente rivelatisi falsi.

Dagli accertamenti effettuati, è emerso che in realtà si trattava di un cittadino pakistano di 24 anni, M.A., già noto alle cronache in quanto indagato in stato di libertà all’inizio di questo mese dagli agenti della Polizia Stradale di Lecco per fatti analoghi verificatisi presso la Motorizzazione Civile di quella provincia, che pertanto è stato tratto in arresto.

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M.A. fa parte di un sodalizio criminale di cittadini pachistani/indiani, da diverso tempo presente in Italia, con buona conoscenza della lingua italiana e ottima preparazione per il superamento delle prove teoriche previste per il conseguimento della patente di guida. Tra gli appartenenti a tale organizzazione, alcuni si sostituiscono abitualmente, dietro lauto compenso, a connazionali non in grado di sostenere detti esami. Altri si occupano, direttamente o indirettamente, di procurare documenti falsi, quali permessi di soggiorno e carte d’identità.

Non è un caso isolato a Torino: infatti lo scorso 26 novembre il personale della stessa Squadra di P.G. era stato interessato da segnalazione analoga e, una volta intervenuto sul posto, accertava la presenza di un candidato di nazionalità cinese che, mediante utilizzo di strumenti elettronici, aveva sostenuto l’esame teorico per il conseguimento della patente di categoria “b”, superando senza commettere alcun errore gli insidiosi quiz di teoria, nonostante una precaria conoscenza della lingua italiana. Nella circostanza, lo stesso aveva fatto richiesta di cuffie e di supporto audio in modo tale che quanto ascoltato dal candidato, tramite lo strumento elettronico dietro l’orecchio, fosse sentito anche dal complice che si trovava all’esterno.

In altre circostanze invece, è stato accertato che le domande di esame venivano trasmesse all’esterno non con microfoni, bensì attraverso microcamere occultate negli indumenti o in occhiali appositamente modificati. Nel corso del mese di ottobre, inoltre, altri due cittadini indiani, provvisti di falsi documenti, alla vista degli operatori di questo analogamente allertati, si erano dati alla fuga abbandonando una sessione di esame in cui erano candidati. In quella circostanza, uno dei due, perdeva i propri documenti di identità (permesso di soggiorno e carta di identità) che presentavano lo stesso tipo di falsificazione di quelli sequestrati nella giornata di ieri, a testimonianza dell’esistenza di un’organizzazione criminosa specializzata in tale tipo di reati.

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