VENARIA REALE – Due giorni di eventi per la Festa di Sant’Uberto, ricorrenza che sancisce il rapporto tra la Città e la sua Reggia, infatti al Santo sono legate tradizioni e antichi rituali, oltreché la nascita di Venaria e il suo toponimo, che si deve alla pratica venatoria risalente in questo territorio fin dal XVII secolo.

A lui era stata intitolata la chiesa gemella di piazza Annunziata, ovvero l’attuale ospedale, o quel che ne è rimasto.

Sono passati sessant’annidall’elezione al soglio pontificio di San Giovanni XXIII, avvenutail 28 ottobre del 1958. Il Papa buono di origini bergamasche, chemolti definirono inizialmente “di transizione” pensando alla suaetà avanzata e che riuscì ad avviare in poco meno di cinque anni unrinnovamento profondo della Chiesa, dando inizio al Concilio VaticanoII. Il nipote Guido Roncalli, sabato scorso, l’ha ricordato nelrecital “Roncalli legge Roncalli” lettere inedite tratte dall’archivio di famiglia, Accompagnato dal maestro Michele Chiapperino già primo violoncello dell’Accademia di Santa Cecilia.

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I festeggiamenti si sono conclusi con la Messa dedicata al Santo, officiata da don Enrico Griffa nell’omonima Cappella della Reggia con accompagnamenti musicali per organo, Trompes de Chasse dell’Equipaggio della Regia Venaria, tromba e timpani barocchi dei Musici della Scuderia Ensembles dell’Accademia di Sant’Uberto, schierati vicini all’altare, con a fianco Les trombes de Bonne dell’Alta Savoia e i cacciatori con i loro segugi.

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