TORINO – Riceviamo dai Sindacati delle Professioni Infermieristiche, Vigili del Fuoco e Polizia di Stato, e pubblichiamo integralmente:

“Ad Orbassano (TO) nei giorni scorsi, i famigliari di un uomo colpito da ictus hanno atteso oltre quaranta minuti prima di poter accedere al servizio 112, la concomitanza con le avversità meteorologiche ha determinato l’effetto“imbuto”, sovraccaricando di richieste i Vigili del Fuoco e ostacolando il contatto con gli altri enti.

L’imbuto delle comunicazioni telefoniche si basa sulla buona sorte di chi per primo troverà la linea libera, ma questa non è certo una novità visto che il problema è già approdato più volte sul tavolo della Magistratura.

Le inchieste giudiziarie accertano doverosamente i profili di responsabilità personale, l’archiviazione del singolo individuo non assolve l’organizzazione del sistema. L’operatore che si attiene a rigide procedure senza avere facoltà di contestarle non ha nessuna colpa.

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È il dogma di infallibilità di cui gode l’organizzazione artefice di questi disservizi che dovrebbe risvegliare la politica dal suo ormai decennale torpore, c’è infatti qualcosa di sconcertante nell’indifferenza che ha accompagnato finora le segnalazioni e le denunce sui problemi del 112. Le vittime di questi disservizi sono state spesso etichettate come “incidenti di percorso” e gli eventi che le hanno riguardate sono stati trattati con incredibile disumanità. 

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Le priorità del soccorso pubblico non sembrerebbero condivise dalle istituzioni che ci rappresentano perché un modello che convoglia nello stesso calderone un tetto pericolante, una cantina allagata, una richiesta di informazioni o, come nel nostro caso, un grave problema di salute, è quanto di più distante dall’idea di un sistema di emergenza efficace.

Rispondano dunque gli esponenti politici della maggioranza, dell’opposizione e gli strenui difensori di questa scandalosa organizzazione…davvero la sicurezza e la salute dei cittadini vengono prima di tutto?”

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