martedì 9 Marzo 2021

SAN MAURIZIO CANAVESE – Illustrato il viaggio del “Treno della Memoria” compiuto da tre ragazzi

Si sono recati a Praga e a Cracovia

SAN MAURIZIO CANAVESE – Venerdì 26 ottobre è stata illustrato il viaggio del “Treno della Memoria” compiuto da tre ragazzi san mauriziesi a Praga e Cracovia. L’appuntamento è svolto nelle “Person dij Partigian”. Le prigioni partigiane si trovano nel seminterrato di via Bo. Qualche anno fa un comitato di cittadini ha ricreato l’ambiente come doveva apparire durante la Resistenza.

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Il luogo è diventato anche un museo perenne al sacrificio di tanti giovani durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio in questo contesto il responsabile Franco Brunetta ha affermato: “Questo luogo della memoria è unico nella zona. Si tratta di un locale prigione. La sala adiacente l’ abbiamo tenuta nelle condizioni che ci sono state testimoniate del partigiano “Lothar”. Quindi abbiamo adibito il locale vicino a sala conferenze. Prima di arrivare nei campi di concentramento gli oppositori del nazifascismo venivano carcerati in luoghi come questi. Per conoscere meglio la storia dello sterminio degli ebrei, conviene visitare le prigioni. Tre erano le possibilità di uscirne: la fucilazione, la deportazione nei campi di concentramento oppure, se si era fortunati, ottenere la liberazione. L’incontro è stato organizzato dal consigliere comunale di maggioranza Giulia Gobetto.

Quindi si è tenuta la proiezione del viaggio conoscitivo di cosa è stata la Shoa in Europa. Hanno raccontato i ragazzi: “Prima di tutto ci hanno preparato dal punto di vista storico. Il viaggio è durato 16 ore in pullman. Siamo stati tolti dalla nostra area comfort e per una settimana abbiamo dormito in camerate da sette persone. Si è dapprima visitata Praga. Si è voluto immortalare il muro di Lennon. Persone da tutto il mondo ci hanno scritto sopra i loro pensieri di pace, più volte cancellati dalla dittatura filo-sovietica polacca del secondo dopoguerra. Ci siamo recati nel campo di Terezin, nella fabbrica di Schindler e infine nel complesso di Auschwitz. Attraverso le scarpe, le valigie e i capelli dei deportati accatastati in un angolo ci siamo fatti un’idea della sofferenza provata da quelle persone. Si è anche vista una camera a gas che riportava i graffi delle vittime. Si è terminato con l’incontro all’università di Cracovia dove siamo stati invitati a raccontare la nostra esperienza”. Per aderire all’iniziativa per il 2019 consultare il sito istituzionale del Comune di San Maurizio Canavese.

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