CUORGNÈ – È terminata la missione promossa dal progetto Futura Italia del Miur (progetto nazionale che connette e favorisce l’innovazione, la cultura digitale e la formazione esperienziale), che ha portato  Giulia Gerbalena, Simone Crovero  della 5B e la professoressa Serena Toniolo dell’IIS 25 Aprile-Faccio di Cuorgnè in Nepal dal 5 al 15 ottobre.

Hanno partecipato alla missione 15 ragazzi di 11 scuole italiane, 3 studenti dell’Università della Montagna accompagnati da docenti delle scuole superiori e università e da Lorenzo Micheli, coordinatore del progetto. Gianpietro Verza, pendolare fra Italia e Nepal da ormai trent’anni e legato al progetto tutto italiano della Piramide CNR ai piedi dell’Everest, ha accompagnato il gruppo in questo viaggio.

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Questo viaggio è iniziato in realtà lo scorso dicembre con il primo Hackaton della montagna italiana svoltosi a Milano presso la sede dell’Università Statale, dove i due team di Giulia e Simone si sono aggiudicati questa importante premialità. A giugno un Summer Camp organizzato ai 2500 m del Rifugio Garibaldi sull’Adamello, ha fatto rincontrare studenti e docenti in un momento di formazione e di aggregazione del gruppo in vista della missione nepalese che ha iniziato a prendere forma.

Quello in Nepal è stato un viaggio “esperienziale” costruito intorno tre momenti.

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I primi giorni nella capitale Kathmandu trascorsi in una immersione nella realtà locale con le sue tradizioni, i colori, i sapori, gli incontri con la scuola, i segni del recente terremoto, la spiritualità intensa, la cordialità di un popolo accogliente e la povertà palpabile ma dignitosa.

Un secondo momento, all’interno della “3rd international conference on Mountains in the Changing World” (MoChWo), il 9 e il 10 ottobre, dove la delegazione ha partecipato, insieme a 16 studenti e 10 docenti nepalesi, al primo Mountainhack Nepal: una maratona progettuale intorno a due sfide concrete. Studenti e docenti si sono confrontati e hanno individuato cinque progetti di cooperazione fra scuole italiane e nepalesi intorno a temi della salute, dell’alimentazione, delle STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), della cittadinanza e della sensibilizzare alla conservazione delle agrobiodiversità della montagna nepalese. Progetti semplici ma concreti che stanno già prendendo forma in alcune scuole fra cui il “25 Aprile-Faccio”.

Un terzo momento ha portato il gruppo a Pokhara e poi sulle montagne ai piedi dell’Annapurna sud con un piccolo trekking fino al villaggio di Ghandruk a 1900 metri, per incontrare la realtà rurale nepalese e i bambini di una scuola di montagna.

Un viaggio che ha rubato un pezzo di cuore a tutti i partecipanti ma ha lasciato una energia vitale e una differente visione del mondo che aiuterà tutti a concretizzare i progetti di cooperazione con le scuole nepalesi. Per Giulia l’impegno sarà legato alla realizzazione di una serie di conferenze per alcune scuole nepalesi su salute e alimentazione mentre Simone seguirà lo sviluppo della piattaforma di condivisione e scambio di informazioni sulle landrace. L’orto didattico progettato e costruito lo scorso anno scolastico presso la sede di Cuorgnè del 25 Aprile dagli allievi del corso CAT diventerà uno dei due orti pilota italiani che serviranno per la costruzione di un progetto di tutoring di due scuole nepalesi che al loro interno costruiranno a loro volta un orto con l’obbiettivo di sensibilizzare i ragazzi alla conservazione delle agrobiodiversità del loro territorio.

Questa esperienza apre una importante finestra internazionale e costituirà nei prossimi mesi una opportunità di crescita per tutto l’istituto con uno sguardo che guarda lontano a Dubai 2020.

Presto anche per Irene Costa di 4G, vincitrice dell’Hackaton “Arcipelago scuola” sarà tempo di raggiungere Dubai per partecipare alla “Dubai Design Week” una nuova occasione per lei e per la scuola di connettersi con il mondo.

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