TORINO – L’autista del pullman non gli apre la porta mentre si trova fermo al semaforo rosso (nei pressi del capolinea) e lui decide di arrivare alla fermata successiva camminando davanti al pullman.

È avvenuto a Torino. Sta diventando virale sui social il video che lo stesso utente ha girato come atto di protesta e pubblicato su Facebook. Atto di protesta che però non trova ragione, in quanto le porte dei mezzi pubblici possono essere aperte solo alle fermate preposte e, camminare davanti al pullman per essere certi di non perderlo, comporta un rallentamento nonché un’interruzione di servizio pubblico.

A raccontare l’episodio è la Segreteria dell’Ugl in una nota che pubblichiamo qui integralmente:

“Una mattina come molte, un lavoratore si alza per lavorare e per dare un servizio alla collettività. Capita anche, come nel caso di cui parleremo, che nonostante le difficoltà, Azienda, Lavoratrici e Lavoratori, vengano insultati e offesi pubblicamente.

nfimpiantibanner
coferbanner
gymtonic

La pubblicazione del Video autoprodotto dall’utente e pubblicato su facebook, contenente insulti e offese nei confronti dell’autista, ha prodotto reazioni simili e vergognose da parte di molti altri utenti. Ipotizziamo che l’episodio sia avvenuto la mattina di giorno 5 ottobre, data di pubblicazione.

Un autista, attenendosi scrupolosamente al regolamento d’esercizio, non apre le porte ad un “signore” che si trova decine di metri fuori dalla fermata della propria linea.

L’utente rimasto a piedi, cosa fa? Percorre a piedi il tragitto sulla carreggiata, davanti al pullman, sino alla fermata successiva, ostacolando così il normale svolgimento del servizio pubblico con rallentamento del traffico.

Allianz 2 modifica jpeg
ilbere
Tritapepe

L’autista era costretto a segnalare l’anomalia mediante le luci d’emergenza per questioni di sicurezza. Ricordiamo all’utente autore della bravata che l’art.340 del codice penale sancisce che è reato non solo l’interruzione ma anche il turbamento/alterazione del servizio pubblico.

In riferimento a quanto accaduto, la Segreteria UGL di Torino mette a disposizione del Lavoratore (di cui non ne conosciamo l’identità) tutti i mezzi necessari per la propria tutela, disponibili contattando un Delegato UGL nel proprio stabilimento, oppure scrivendo a : torino@ugltpl.it

La Segreteria UGL di Torino inoltre invita l’Azienda ad intraprendere tutte le azioni necessarie nei confronti dell’utente e a tutela dei propri dipendenti, nel rispetto della categoria che rappresentiamo e per evitare che episodi di questa gravità non diventino comune routine quotidiana restando impuniti.”

GUARDA IL VIDEO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here