TORINO – Nel periodo estivo i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino hanno continuato i controlli presso le aziende che operano nel settore della gestione dei rifiuti con particolare attenzione a quelli plastici.

Questa attività di controllo va inserita in una più ampia campagna che ha interessato tutto il Nord Italia, campagna disposta dal Comando Gruppo Tutela Ambientale di Milano, nella prospettiva di delineare e prevenire il fenomeno degli incendi presso impianti che operano nel settore della raccolta, dello stoccaggio, del trattamento e dello smaltimento di diverse tipologie di rifiuti.

Particolare riguardo ha avuto l’azione preventiva, ovvero intervenire presso aziende con criticità nella filiera del trattamento rifiuti, individuando le situazioni di pericolo e costringendole, tramite stringenti prescrizioni, a rimettersi in regola obbligandole a rispettare i quantitativi di rifiuti indicati nei provvedimenti autorizzativi e a stoccarli con modalità tali da prevenire lo svilupparsi di incendi e, qualora si verificasse tale evento, a facilitare lo spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco.

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Nelle sette aziende controllate dai Carabinieri del NOE di Torino, sono state rilevate, diverse inosservanze delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione ambientale, nei casi meno gravi sono state erogate sanzioni amministrative per un totale di circa 25.000 euro, in due occasioni, a Pianezza e None, a fronte di gravi inadempienze, quali lo stoccaggio di materiali pericolosi, solventi, residui chimici e vernici, congiuntamente ad altre tipologie di rifiuti e il deposito in aree non facenti parte di quelle autorizzate, si è proceduto al sequestro dei rifiuti stessi e di diverse aree per un totale di circa 15.000 metri quadrati. I due titolari delle aziende sono stati denunciati per i reati di violazione delle prescrizioni e deposito non autorizzato di rifiuti.

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Lo svolgimento dei controlli estivi, ha confermato quanto già evidenziato nel corso della prima fase della campagna disposta dal Comando Gruppo, ovvero il conferimento dei rifiuti presso gli impianti, avviene spesso ben oltre ai limiti di capienza e sicurezza indicati in autorizzazione, rendendo inadeguati i sistemi antincendio non più commisurati alle quantità di rifiuti effettivamente presenti in azienda.

Tale situazione si è aggravata negli ultimi due anni a causa della difficoltà di smaltire ciò che resta, in seguito al trattamento dei rifiuti, nelle discariche a causa del progressivo riempimento delle stesse e dal diffuso fenomeno, posto in essere dai titolari delle aziende, di accumulare grandi quantità di rifiuti in attesa delle migliori condizioni di mercato per i prezzi estremamente fluttuanti delle materie prime derivanti dal trattamento dei rifiuti stessi.

Non va anche dimenticata, soprattutto in relazione alle plastiche, la variata situazione internazionale a seguito della quale molte tipologie di rifiuti prima diretti in Cina non vengono più esportati nella nazione asiatica, rimanendo in giacenza nei piazzali a causa della maggiore spesa per il loro corretto smaltimento.

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