venerdì 30 Ottobre 2020

CANAVESE – Due interventi del Soccorso Alpino a Pratiglione ed Alpette

Tutti i consigli del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese per evitare di trovarsi in difficoltà agli appassionati di micologia

CANAVESE – La Stazione di Locana della XII Delegazione Canavesana del Soccorso Alpino si è vista impegnata in due interventi nel pomeriggio di ieri al fine di soccorrere due cercatori di funghi infortunati.

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Il primo, in località Carella di Pratiglione, dove un 79enne è scivolato procurandosi una sospetta frattura alla caviglia; suo fratello, che era presente all’infortunio, è sceso a valle ed ha dato l’allarme dato che non c’era campo per i telefoni cellulari. La squadra di volontari che si sono recati sul posto dell’infortunio, hanno prestato le prime cure all’uomo, lo hanno immobilizzato e trasportato a valle con la barella, dove attendeva l’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale di Cuorgné. Il secondo intervento, in località Fara di Alpette, dove un cercatore di funghi 73enne è caduto procurandosi un sospetto trauma cranico. Anche qui è intervenuta la squadra dei Volontari di Locana che ha prestato aiuto all’intervento dell’elicottero. Il ferito è stato trasportato all’ospedale più vicino. La direzione della XII Delegazione Canavesana del Soccorso Alpino Piemontese raccomanda i cercatori di funghi di attrezzarsi in modo adeguato per addentrarsi su terreni impervi, in modo particolare di evitare gli stivali in gomma, che possono proteggere dall’umidità ma che non offrono alcuna garanzia contro gli scivoloni.

Negli ultimi 5 giorni i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese (CNSAS Piemonte) hanno effettuato 7 interventi di soccorso rivolti a cercatori di funghi che si sono infortunati o smarriti in terreno impervio. In previsione del prossimo fine settimana quando molte persone si inoltreranno tra i boschi e le montagne piemontesi alla ricerca degli amati funghi, si raccomanda la massima cautela per non incappare in incidenti oppure perdersi. 

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Da un punto di vista statistico, nel 2017 le operazioni di soccorso rivolte a “fungaioli” hanno recuperato soltanto il 2% delle oltre 1400 persone soccorse nel corso dell’anno dal Soccorso alpino e speleologico. Tuttavia si tratta spesso di interventi complessi per quanto riguarda la localizzazione e il recupero dei cercatori di funghi che solitamente si muovono lontano dai sentieri su terreni caratterizzati da fitti boschi, profonde gole e versanti esposti. 

Dall’inizio del 2018, i tecnici del CNSAS Piemonte hanno già soccorso 26 persone di cui 5 decedute. Anche nel 2017 i decessi erano stati 5, ma nell’arco dell’intero anno e a fronte di 53 persone soccorse. Era andata meglio nel 2016 con 29 persone soccorse e 3 decessi. Negli ultimi 5 anni, l’anno peggiore è stato il 2015 con 91 persone soccorse e 9 deceduti. 

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«Per quanto riguarda l’anno in corso – ha dichiarato Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – non stiamo ancora vivendo una situazione di allarme sugli incidenti ai cercatori di funghi. Tuttavia è importante lanciare un messaggio di prevenzione a tutti gli appassionati di micologia perché vengano adottate alcune basilari misure di sicurezza che possono salvare una vita o evitare di mobilitare le squadre di soccorso. Innanzitutto quando possibile non avventurarsi da soli e comunicare con precisione la propria meta. Inoltre indossare calzature adatte, in particolare scarponcini da trekking e non gli stivali di gomma che ancora troppo spesso vediamo ai piedi degli infortunati. Infine è importante non fare troppo affidamento sui telefoni cellulari che sovente nelle zone migliori per i funghi non prendono a causa della conformazione del territorio». 

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