TORINO – Al loro arrivo, gli agenti della Squadra Volante hanno visto una donna straniera cercare di estrarre con forza dall’auto una giovane, risultata poi essere la figlia, e inveire contro di lei.

Un conoscente della famiglia aveva poco prima chiamato la Polizia di Stato proprio a causa dell’aggressione subita dalla ragazza, iniziata precedentemente in casa, colpevole di essere rientrata, a dire della madre, in ritardo.

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Dai racconti, gli agenti hanno appurato che quella era l’ennesima aggressione subita, per mano della madre, nel corso degli anni. Le discussioni erano finalizzate a imporre una rigida educazione ai figli e spesso sfociavano in comportamenti vessatori e intimidatori se non in vere e proprie violenze fisiche. A volte, la madre lasciava la figlia fuori della porta per ore con qualsiasi condizione atmosferica. Durante l’adolescenza, le aveva precluso la possibilità di frequentare gli amici di scuola e di coltivare hobby obbligandola a rimanere in casa. In più occasioni, la giovane era stata percossa, anche con l’utilizzo di oggetti, e punita fisicamente, con l’obbligo di rimanere in ginocchio per ore senza potersi muovere. L’ultima volta pochi mesi fa quando la donna ha scoperto che la figlia, ora maggiorenne, aveva una relazione con un ragazzo suo connazionale.

 

La donna anche in passato aveva obbligato la figlia interrompere una relazione sentimentale. In questa circostanza ha tentato, senza successo, di fare la medesima cosa a causa del basso ceto sociale del ragazzo. La madre, infatti, obbligava la figlia ad avere contatti “online” con un giovane facoltoso loro connazionale residente all’estero. Come organizzato dalla madre, il ragazzo sarebbe venuto in Italia prossimamente per conoscere la vittima nonostante la stessa avesse espresso la volontà opposta.

Alla luce dei fatti la donna è stata arrestata per maltrattamenti in famiglia

 

 

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