07:36 ECONOMIA – Giappone: a maggio prezzi produzione

Roma, 26 giu. (AdnKronos/Dpa) – A maggio i prezzi alla produzione sono aumentati dell’1% su base annua. Lo rende noto la Banca del Giappone. Si tratta di un dato in linea con le aspettative e invariato rispetto al precedente mese di aprile. Su base mensile, si è registrato un rallentamento con una diminuzione dello 0,1% dopo l’aumento congiunturale dello 0,2% di aprile.


07:55 ECONOMIA – Grecia: S&P alza rating a B+ dopo accordo Eurogruppo

Roma, 26 giu. (AdnKronos/dpa) – Standard & Poor’s alza il rating della Grecia a B+ con outlook stabile. Una decisione che arriva dopo l’accordo all’Eurogruppo sui termini per l’uscita della Grecia dal suo terzo piano prevedendo, in particolare, misure per alleggerire il debito. Per S&P, in questo modo, vengono ora ridotti in modo significativo i rischi sul debito sovrano greco.


07:59 ECONOMIA – Ovs: Sempione Fashion, in Svizzera rescissi tutti contratti lavoro

Roma, 26 giu. (AdnKronos/ats) – Sempione Fashion, la società che gestisce oltre 140 negozi OVS in Svizzera, ha confermato oggi la rescissione di tutti i contratti di lavoro dei suoi dipendenti al termine del processo di consultazione. È quanto indica una nota dell’azienda. Il cda e la direzione di Sempione Fashion sono giunti alla conclusione che non è più possibile proseguire l’attività nella forma attuale. Per questo motivo, tutti i contratti di lavoro verranno sciolti entro fine giugno. Diverse società attive nel settore dell’abbigliamento hanno tuttavia dimostrato interesse per rilevare parte del personale di vendita specializzato toccato dalla chiusura dei negozi, precisa la nota.

A inizio giugno, la società aveva comunicato di non essere riuscita a posizionarsi sul mercato elvetico, dopo aver rilevato nel 2016 il gruppo Charles Vögele. L’azienda, che impiega 1150 persone, evocava un fatturato insufficiente. L’8 giugno, OVS aveva annunciato la liquidazione di 132 filiali su 143 in Svizzera. In Ticino l’unico negozio a risultare non ancora in liquidazione era quello di Lugano. I punti vendita ticinesi destinati ad essere liquidati sono quelli di Balerna, Bellinzona, Biasca, Locarno, San Antonino e Tenero.


07:55 ECONOMIA – Grecia: S&P alza rating a B+ dopo accordo Eurogruppo

Roma, 26 giu. (AdnKronos/dpa) – Standard & Poor’s alza il rating della Grecia a B+ con outlook stabile. Una decisione che arriva dopo l’accordo all’Eurogruppo sui termini per l’uscita della Grecia dal suo terzo piano prevedendo, in particolare, misure per alleggerire il debito. Per S&P, in questo modo, vengono ora ridotti in modo significativo i rischi sul debito sovrano greco.


09:07 ECONOMIA – Carburanti: Staffetta Quotidiana, riprendono ribassi prezzi

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Dopo quattro giorni di calma, tornano questa mattina a scendere i prezzi dei carburanti alla pompa. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ed Esso hanno ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 14mila impianti: benzina self service a 1,639 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,617), diesel a 1,512 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,493); benzina servito a 1,755 euro/litro (+1, pompe bianche 1,660), diesel a 1,632 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,536); gpl a 0,651 euro/litro (invariato, pompe bianche 0,637), metano a 0,963 euro/kg (invariato, pompe bianche 0,953).

Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 453 euro per mille litri (-4), diesel a 469 euro per mille litri (-4, valori arrotondati).


09:30 ECONOMIA – Governo: Boccia, non si può fare tutto subito, indicare priorità

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Per realizzare quanto previsto dal programma di Governo, dal reddito di cittadinanza alla flat tax e a interventi sulle pensioni, “occorrono circa 100 miliardi? Possiamo sostenere domani 100 miliardi? No, non ce la possiamo fare. Non possiamo fare tutto subito”. Non ha dubbi il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, per il quale, piuttosto, occorre “definire un percorso graduale indicando le priorità per arrivarci”. A indicarlo è stato il numero uno degli industriali in un’intervista a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.

Nella realizzazione del programma, per Boccia, “il punto determinante è capire se c’è una visione di medio termine o se, invece, si vuole agire a breve termine e avere effetti immediati”. In questo caso, avverte “si avrebbero distonie sul debito pubblico e questo sarebbe un danno, soprattutto, per le giovani generazioni”.


09:32 CRONACA – Stop alle plastiche nei mari. Con riciclo e materiali green

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Riciclo, stop all’usa e getta e alternative green. L’Europa, e non solo, sta tracciando la strada per affrontare il problema della dispersione nell’ambiente dei rifiuti. In particolare di quelli plastici. Antonio Cianciullo, giornalista esperto di temi ambientali e autore del libro ‘Ecologia del desiderio – Curare il pianeta senza rinunce’ edito da Aboca Edizioni, affronta con l’Adnkronos il “caso plastica” e le sue possibili soluzioni.

Un tema di stretta attualità con immagini che rimbalzano sui media tra accumuli galleggianti di rifiuti, spiagge inondate da cannucce e cotton fioc, tartarughe intrappolate nelle reti.

“Negli oceani ci sono cinque vortici di rifiuti, sono delle isole galleggianti, per lo più di plastica, che viene trascinata dalle correnti e tende ad aggregarsi fino a formare quella che è stata chiamata una ‘zuppa’. La più grande di queste isole di spazzatura che galleggiano sta nel Pacifico, davanti alle coste americane, e in alcuni punti è spessa fino a 10 metri”, dice Cianciullo.

Non va molto meglio nel Mediterraneo. Qui non ci sono queste isole di rifiuti ma c’è un problema, altrettanto allarmante, legato ai frammenti dispersi in acqua. “C’è una grandissima quantità di microparticelle di plastica che in alcuni tratti arrivano a una densità straordinaria: si parla di più di un milione di frammenti per chilometro quadrato che in buona parte finiscono scambiati per cibo nelle pance dei pesci. Questi pesci sono i postini dell’inquinamento perché riportano a noi, che li abbiamo emessi, i rifiuti”, spiega ricordando anche che “inglobate in queste particelle ci sono sostanze tossiche che finiamo per riaccumulare nel nostro corpo mangiando i pesci”.

Per non parlare poi di tutti quei rifiuti che finiscono sulle coste. Secondo l’indagine Beach Litter 2018 condotta da Legambiente, su 78 spiagge monitorate, per un totale di oltre 400mila metri quadri (pari a quasi 60 campi di calcio), sono stati trovati una media di 620 rifiuti ogni 100 metri. Nell’80% dei casi, si tratta di rifiuti di plastica. Per lo più, sono frammenti, anelli e tappi di plastica e cotton fioc. Tutto questo è il risultato di quanto produciamo e di come smaltiamo i rifiuti.

“Parliamo di un problema recente perché il ‘caso plastica’ ha più o meno mezzo secolo; in questo percorso temporale la produzione è aumentata di 20 volte e oggi siamo attorno ai 300 milioni di tonnellate/anno e ogni anno 8 milioni di tonnellate finiscono in mare”, continua Cianciullo chiarendo però che un modo per superare il problema c’è: “E’ quello di cambiare sistema di produzione: la soluzione c’è, basta adottarla. Da questo punto di vista l’Ue ha detto delle cose molto precise”.

La prima consiste nel “pacchetto dell’economia circolare che contiene 4 direttive che sono state pochi giorni fa pubblicate sulla Gazzetta ufficiale e dunque sono ormai definitive e legge per l’Europa. Queste direttive prevedono che ci sia uno spostamento dall’economia lineare all’economia circolare”. In sostanza si tratta di interrompere il ciclo con il quale noi estraiamo materie prime, le usiamo e poi le gettiamo via. “Il rimedio è quello di recuperare i materiali che noi utilizziamo. Un rimedio straordinario perché in questo modo si riesce a rilanciare un’economia che da dieci anni conosce una crisi che è legata anche a problemi di tipo ambientale e allo stesso tempo si riescono ad aumentare i posti di lavoro. L’Enea ha quantificato in più di 500mila posti di lavoro in Italia la possibilità che si può creare grazie a un rilancio dell’economia circolare”, continua.

“Dunque il rilancio del riciclo è una priorità per l’Europa ma non è l’unica. L’altra grande strategia che l’Europa invita a seguire è quella della riduzione dei rifiuti. Nel caso della plastica riducendo fortemente l’usa e getta: abbiamo in discussione a Bruxelles una nuova direttiva che prevede l’eliminazione di 10 oggetti usa e getta: piatti e posate di plastica, cannucce, cotton fioc”, spiega Cianciullo.

Nella stessa direzione della proposta di normativa europea si muovono i singoli Paesi, dalla Gran Bretagna all’India fino all’Italia, che hanno annunciato o già introdotto leggi in questa stessa direzione. Favorendo, tra l’altro, le alternative green come gli shopper biodegradabili e compostabili.

Perché, come recita il sottotitolo del libro, ‘curare il pianeta’ è possibile. “Tutto questo si può fare senza rinunce, perché ci sono sostituti, la tecnologia è in grado di mettere sul mercato oggetti che possono essere più gradevoli da maneggiare e che non vanno buttati. Perché buttare gli oggetti dopo averli usati per pochi minuti quando questi resistono per secoli, magari, in mare è un atto di inciviltà”, conclude Cianciullo.


10:40 ECONOMIA – Food: Cna, Italia superpotenza gelato, in Italia mercato da 2 mld

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Sostenibile e salutista. Raffinato ai fiori edibili e tradizionale con materie prime a denominazione garantita. Gastronomico e reso spumoso dal sifone. Sarà l’estate del gelato 4.0 che coniuga alta qualità, tecnologia e (più che) un pizzico d’ingegno. Sventola il tricolore italiano sull’Everest del gelato europeo. Nel 2016, il nostro Paese ha per la prima volta ottenuto il primato produttivo continentale. E nel 2017 ha migliorato ulteriormente la sua performance. Complice una stagione calda più secca e più lunga della norma, che ha fatto esplodere i consumi, la produzione di gelato italiano è stimata in crescita del 10/12% da una indagine del Centro studi Cna in collaborazione con Cna Agroalimentare condotta tra gli iscritti alla confederazione.

In complesso, quindi, il 2017 dovrebbe archiviare una produzione italiana superiore ai 660 milioni di litri contro il precedente record di 595 mln del 2016, il 19% del totale europeo. Per intendersi, l’equivalente ogni giorno di un treno con 60 container a bordo. Dietro l’Italia, rileva l’Eurostat, l’istituto statistico europeo, nell’ordine si erano piazzate Germania (515 mln), Francia (454 mln), Spagna (301 mln) e Polonia (264 mln). Per rendere l’idea della performance, fino al 2010 il nostro Paese era quarto, alle spalle di Germania, Francia e Regno Unito. Poi per quattro anni è stato secondo e infine il primato, strappato ai produttori tedeschi appunto nel 2016.

Il mercato mondiale del gelato attualmente vale 15 miliardi di euro, secondo l’Osservatorio Sigep, con un tasso di crescita annuo del 4%. Quello europeo ( fonte Unioncamere) si ferma a nove miliardi con 150mila addetti. Il mercato italiano vale due miliardi con circa 40mila addetti: la produzione è per un terzo industriale, per due terzi artigianale. Il giro d’affari del gelato artigianale si situa, quindi, intorno al miliardo e mezzo con circa 30mila addetti.

(AdnKronos) – Quanto ai consumi, nel 2017 in Italia ogni adulto avrebbe mangiato tra i 6,5 e i sette chilogrammi di gelato. Un dato, però, sicuramente influenzato dai forti consumi di turisti stranieri. Sul fronte dell’export, invece, l’Italia perde colpi. Sempre secondo l’Eurostat, nel 2016 le esportazioni italiane del settore si sono fermate a 223 milioni, praticamente la stessa cifra del 2010, segnando un calo di valore superiore al 16%. Viceversa, la Germania ha esportato gelati per 401 milioni, la Francia per 398 milioni, il Belgio per 350. Numeri che a qualche osservatore hanno fatto paventare per il gelato lo stesso percorso di una strada purtroppo già battuta da pizza ed espresso. Prodotti italiani di eccellenza riconosciuta, talmente globalizzati da perdere la connotazione originaria sui mercati mondiali, divenuti spesso appannaggio di anonime industrie con sede a migliaia di chilometri dalla Penisola.

La mappa nazionale La Camera di commercio di Milano, elaborando i dati del Registro delle imprese 2016, ha incoronato Roma regina del gelato con 1400 attività e 4200 addetti. A completare la top ten, nella classifica per attività seguono Napoli (933), Milano (783), Torino (732), Salerno (529), Bari, Brescia, Palermo, Venezia e Catania. Nella graduatoria per addetti vengono Milano (2960), Napoli (2494), Firenze (2450), Torino (2443), Bari, Salerno, Venezia, Brescia e Palermo.

L’internazionalizzazione del gelato italiano segue le strade dell’avventura prima e dell’emigrazione di massa poi. Fuori dal nostro Paese arrivò per primo a Parigi nella seconda metà del Seicento, portato da Francesco Procopio de’ Coltelli (il cui vero cognome sarebbe stato però Cutò), un siciliano che conosceva la tradizione del sorbetto di derivazione romana e araba realizzato con le nevi dell’Etna, dei Nebrodi, delle Madonie. Nella capitale francese fondò nel 1686 il primo caffè, Le Procope, dove si servivano anche sorbetti gelato, oggi trasformato in ristorante.

(AdnKronos) – Artigiani italiani hanno aperto gelaterie praticamente in tutte le principali città del mondo. A New York, a esempio, nel 1770 a fondare la prima gelateria fu il genovese Giovanni Bosio che divenne famoso proponendo la pànera, una prelibatezza a base di panna e caffè diffusa tra le famiglie benestanti del capoluogo ligure, che oltre Atlantico divenne la base dell’ice cream. E italiani erano quanti hanno portato con sé le tecniche per un buon gelato quale unica ricchezza per procacciarsi da vivere. A esempio i bellunesi della Val di Zoldo, terra di gelatieri, che hanno “colonizzato” la Germania fin dalla seconda metà dell’Ottocento.

Ancora oggi molte gelaterie tedesche, che di italiano non hanno nulla, continuano a inalberare il nome “Venezia” all’ingresso. Una piccole epopea raccontata l’anno scorso da una mostra di successo “Gelato!”. In italiano e con il punto esclamativo. Attualmente, accanto ai singoli punti vendita di altissima qualità artigianale e alle mini catene in aree territorialmente contigue, il sistema del franchising è quello preferito per espandersi sui mercati più promettenti: l’Europa e l’Asia.

La tendenza sempre più spiccata a un consumo sostenibile e salutista sta orientando anche la gelateria. A partire dagli ingredienti, naturali e bio, il trend coinvolge tutta la catena produttiva, cui si chiede un impatto ambientale sempre più basso, fino al packaging, che deve tendere al massimo della biodegradabilità. Si vanno sempre più diffondendo gelaterie a km0 con prodotti del territorio. Il Rapporto VeganOk rivela che l’offerta di gelati vegani quest’anno dovrebbe crescere del 28% sul 2017. Oltre la metà degli italiani si dichiara interessato a gelati privi di latte e derivati, gluten-free, ipocalorici. E si diffonde lo stecco che si può mangiare (di cioccolato, a esempio) anziché in legno o in plastica. Evergreen & nuove tendenze I gusti più richiesti sembrano immutati e immutabili.

(AdnKronos) – Nel mondo dei cocktail il gelato è presentato piuttosto sotto forma di granita, trasformato in cubetto da inserire nei cocktail classici o di ultima generazione: è il caso del sorbetto “fragola e peperone rosso” incluso nel Bloody Mary, a base di vodka e succo di pomodoro. Il nuovo corso del cono Da comparsa il cono è diventato un imperdibile comprimario del gelato. Tra stampati e arrotolati, al cioccolato e alla granella di nocciola, a cestino o a conchiglia, più o meno grandi (tra i dieci e i venti centimetri), l’offerta è molto ampia. Lo scopo è quello di contribuire, tramite coni fantasiosi, alla diffusione dei gelati e alla diversificazione dell’offerta.

Non più semplice sostegno ma autentico prodotto autonomo. Anche il cono è una invenzione italiana. Sia pure ideata e realizzata a New York. Per lo strascico giudiziario, la sua vicenda ricorda l’invenzione del telefono. Con una differenza: nel caso del cono entrambi i litiganti per il riconoscimento della primogenitura erano italiani. E cugini. Si chiamavano Italo e Frank Marchioni. A brevettare il cono nel 1903 fu Italo. Mentre i due parenti italiani si contendevano l’invenzione in tribunale, un anno dopo a St. Louis, dove si tenevano contemporaneamente Olimpiadi e Fiera Mondiale, esplose la moda del cono. Con buona pace dei litiganti.

Con il passare degli anni, anzi, l’invenzione fu attribuita a varie altre persone ma senza nessun reale fondamento e con ricorrenti contestazioni. Nel ’54 The New York Times riconobbe a Italo Marchioni la primogenitura eppure, paradossalmente, a giugno 2013 lo stesso quotidiano ha riproposto la leggenda della nascita quasi casuale a St. Louis.


10:55 ECONOMIA – Ue: Tria, Europa superi egoismi e ritrovi il suo ruolo

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Il ruolo dell’Europa non è solo quello di spartirsi costi e posizioni. Nel futuro della competizione scientifica e tecnologica l’Europa c’è o assiste? Spero che, superato questo momento difficile, l’Europa ritrovi la capacità di capire perché stare insieme”, una risposta “che non si può trovare nei vari egoismi nazionali”. Lo sottolinea il ministro dell’Economia Giovanni Tria introducendo all’Universita’ di Tor Vergata una lecture del premio Nobel Edmund Phelps.


10:58 ECONOMIA – Imprese: Salvini, piccole e micro aziende vanno supportate

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Io sono vicino a tutti, ma le piccole e micro aziende vanno supportate perché hanno avuto meno di tutto se non burocrazia. Le grandi industrie hanno avuto molto ma non tanto”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini facendo il suo ingresso all’Assemblea di Confartigianato all’Eur.


11:00 ECONOMIA – Di Maio: “Mezz’ora di internet gratis per tutti”

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Immagino uno Stato che garantisca almeno 30 minuti di connessione a internet a chi non può permetterselo. Siamo al lavoro su questo, l’accesso a internet è un diritto primario di ogni singolo cittadino”. E’ quanto dice il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nel suo discorso all’Internet Day 2018 in corso alla Camera.

DIRETTIVA UE – In merito alla direttiva sul copyright al Parlamento europeo, si tratta di un provvedimento che “ci riporterebbe indietro di vent’anni – sostiene Di Maio – Il governo italiano non lo può accettare passivamente. Le nostre soluzioni non passano per i bavagli”. L’Italia farà tutto “ciò che è nel suo potere per contrastare la direttiva sul copyright al Parlamento europeo”, ribadisce Di Maio, che avverte: “Qualora dovesse passare, decideremo se recepirla o meno”. “La rete – spiega Di Maio – sta correndo un grave pericolo. E il pericolo si chiama riforma del copyright. La scorsa settimana, nonostante i nostri eurodeputati abbiano provato ad opporsi in tutti i modi, è passata una linea che maturava dopo almeno due anni di contrattazioni”, aggiunge il ministro.

FAKE NEWS – L’Europa “vuole mettere il bavaglio alla rete inserendo la link tax, un diritto per gli editori di autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni. Soprattutto, vorrebbero garantire un controllo ex ante sui contenuti che i cittadini vogliono condividere”, sostiene Di Maio, parlando del contrasto alle fake news. “Praticamente – spiega il vicepremier – deleghiamo a delle multinazionali che spesso nemmeno sono europee, il potere di decidere cosa debba essere o meno pubblicato”.


11:06 ECONOMIA – Energia: borsa elettrica, prezzo +0,5% a 57,52 euro/mhw

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Prezzo dell’elettricità in lieve rialzo alla borsa elettrica. Nella settimana, da lunedì 18 a domenica 24 giugno, il prezzo medio di acquisto dell’energia nella borsa elettrica (Pun) si attesta a 57,52 euro/MWh, in aumento di 0,30 euro/MWh rispetto alla settimana precedente (+0,5%). Ancora in crescita i volumi di energia elettrica scambiati in borsa, pari a 4,3 milioni di MWh (+0,7%); in calo, invece, la liquidità del mercato, scesa al 73,0% (-0,7 punti percentuali). I prezzi medi di vendita sono variati tra 55,94 euro/MWh del Nord e 63,46 euro/MWh della Sicilia.


11:16 POLITICA – Internet: Fico, educare a cittadinanza digitale, troppo facile dire è colpa Rete

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Sono convinto che per costruire una effettiva cittadinanza digitale occorra fare un lavoro essenzialmente di tipo educativo e culturale. Un lavoro che postula un ruolo più attivo non soltanto delle Istituzioni rappresentative e della politica, ma anche e soprattutto della scuola, dell’università e dei media, sia tradizionali sia on line. Ricordando che siamo davanti a una responsabilità che è sempre culturale e sociale”. Lo rimarca il presidente della Camera Roberto Fico, intervenendo all’Internet Day organizzato da Agi e Censis a Montecitorio.

“Troppo facile è dire ‘è colpa di internet’ – sottolinea la Terza carica dello Stato – serve approntare ragionamenti maturi sui percorsi su cui si muove tutta la nostra società.Abbiamo davanti delle opportunità cui far fronte con lungimiranza. Le tecnologie digitali e la rete sono strumenti utili per consentire il lancio di esperienze di democrazia partecipativa, che è centrale per riavvicinare le persone alle istituzioni e avvicinarle per la prima volta a nuovi percorsi di partecipazione. Penso ai nativi digitali che continuanoa vedere la politica come qualcosa di distante. La rete può far capire a tutti che la politica è vicina: agevolando la condivisione di idee, progetti e processi decisionali. Quando parliamo dei rischi del web, che certamente ci sono, ricordiamoci allo stesso tempo delle opportunità enormi cui andiamo incontro. Facciamolo con entusiasmo, responsabilità e capacità di guardare al futuro”, l’invito e l’auspicio di Fico.


11:16 ECONOMIA – Fisco: Merletti (Confartigianato), ben venga Flat tax

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Il tema delle tasse “è cruciale”: “ne paghiamo tante, troppe e lo spread fiscale tra noi e l’Europa è sempre troppo elevato: la differente pressione fiscale ci costa 18,6 miliardi rispetto alla media Ue! E allora ben venga la Flat Tax!”. Ad affermarlo è il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nel corso del suo intervento all’Assemblea. Da Confartigianato, sottolinea, “viene un pieno e convinto plauso ad una drastica riduzione delle tasse sulle imprese e sulle persone. L’abbiamo chiesta in mille versioni e, se adesso arriva, figuratevi se dissertiamo sui particolari!”.

Tuttavia, aggiunge, “resta necessario fare alcuni interventi urgenti: rendere possibile il riporto delle perdite per le imprese in contabilità semplificata per completare e rendere fruibile la tassazione per cassa; così come consentire la deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali”. In relazione poi all’avvio della fatturazione elettronica, che chiediamo avvenga per tutti dal 1° gennaio 2019 evitando la partenza troppo frettolosa per alcune categorie dal 1° luglio 2018, “vanno ridotti adempimenti onerosi, a partire dallo split payment e dal reverse charge in edilizia”.

L’utilizzo dei servizi resi dallo Stato, spiega ancora Merletti, “deve essere ripagato, attraverso la tassazione, per quel che effettivamente valgono ed esprimono. È da queste considerazioni che occorre ripartire nel rapporto fisco-contribuente. Ma non basta, è necessaria anche la correttezza dei comportamenti dello Stato nei confronti dei propri cittadini come condizione primaria per aumentare la compliance in campo fiscale. Buona fede e reciproca collaborazione tra le parti in ambito fiscale sono concetti contenuti nel contratto di Governo che, unitamente all’abolizione dell’inversione dell’onere della prova, possono contribuire a migliore il rapporto tra istituzioni e cittadini”.


11:18 ECONOMIA – Governo: Merletti, scelte politiche puntino a garantire futuro giovani e imprese

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Molte sono le sfide che ci aspettano, molti i problemi da affrontare per superare ostacoli noti e difficoltà inattese, e per rispondere alle domande che ci fanno i nostri figli e i nostri nipoti. Diverse sono le idee e le proposte di soluzione, ma una sola dev’essere la convinzione comune: il bene degli italiani e dell’Italia, il futuro dei nostri giovani. E fare il bene dell’Italia vuol dire soprattutto tutelare e sviluppare le sue risorse imprenditoriali, finanziarie, culturali, umane, ambientali”. Ad affermarlo è il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nel corso del suo intervento all’Assemblea.

Per Merletti, in particolare, bisogna “tornare ad affermare il ruolo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese nel costruire la solidità della nostra economia e della nostra società”. Da qui la necessità di superare gli ostacoli messi dalla burocrazia, l’urgenza di volgere gli oneri in opportunità per realizzare davvero il cambiamento, il ruolo delle banche, l’innovazione tecnologica, l’etica e il rapporto degli imprenditori con lo Stato. Il presidente di Confartigianato, inoltre, esprime il sostegno alla più alta Istituzione repubblicana, quella rappresentata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Istituzione, questa, che rappresenta un “punto fermo del nostro sistema di poteri, che nelle scorse settimane si è trovata al centro di un’eccezionale tempesta politica e che con un lavoro instancabile ha trovato una sintesi per un Paese uscito diviso dalle urne, nell’interesse della tenuta economica e sociale delle imprese, delle famiglie, dei lavoratori”.

Una ‘inflessibile flessibilità’, rileva Merletti, “che è stata determinante, assieme alla decisiva buona volontà dimostrata dalle forze politiche che hanno dato vita alla maggioranza, a garantire il bene del Paese e la nascita di un Governo responsabilizzato dal rapporto elettorale con i cittadini. Un Governo che afferma con decisione di voler far tornare le persone al centro dell’attenzione politica e che si è voluto fondare su un ‘Contratto’ definito e trasparente”.


11:19 ECONOMIA – Imprese: Salvini, rimetteremo linfa vitale tagliando burocrazia e fisco

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Ci tenevo a venire qui perché conosco tanti di voi. Faremo tutto per aiutare i piccoli, perché negli ultimi anni si è fatto tanto per i grandi. Vedremo di invertire questa tendenza anche perché sia il sistema del credito che quello politico aiutano quelli che non ne avevano bisogno e quindi vedremo di provare a rimettere in circolo linfa vitale tagliando un po’ di burocrazia e riducendo il carico fiscale che è impossibile da gestire”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini intervenendo dal palco dell’Assemblea di Confartigianato.

“In bocca al lupo e abbiate tutta la mia vicinanza e il nostro supporto”, sottolinea ancora Salvini. “Stateci vicino perché non ci sarà niente di facile, però ripeto se fino a ieri si faceva tutto o quasi tutto per coloro che spesso non avevano bisogno vedremo di rimettere in cima quella che è la spina dorsale economica italiana che sono le milioni di piccole e piccolissime imprese. Viva l’artigianato italiano”, aggiunge ancora il vicepremier.


11:19 ECONOMIA – **Imprese: Confartigianato, ancora oggi debito Pa superiore ai 55 mld

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – Ad aggravare la situazione delle pmi italiane “persiste il ritardo dei pagamenti degli Enti pubblici nei confronti delle imprese che forniscono beni e servizi. Un fenomeno tutt’altro che superato, fatto di una montagna di arretrati ancora oggi superiore ai 55 miliardi di euro”. A dirlo il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nel suo intervento all’Assemblea.


11:21 ECONOMIA – Pmi: Merletti, lasciate sole, norme penalizzanti e onerose

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “I sistemi regolatori restano penalizzanti e carichi di oneri per le piccole imprese, che sono lasciate sole, come sempre, e che comunque, come sempre, si rimboccano le maniche grazie al loro fondarsi sul valore artigiano, sull’orgoglio artigiano. Perché le piccole imprese sono persone. A differenza del capitale, che cerca solo il proprio accrescimento ad ogni costo, come ogni persona l’imprenditore è portatore di valori etici”. Ad affermarlo è il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nel corso del suo intervento all’Assemblea.

Valori dai quali, aggiunge Merletti, “dobbiamo ripartire, ora che la morsa della crisi sembra allentarsi. Ripartire, questa è la parola che intendiamo come sottotitolo al cambiamento, una parola che dà concretezza e praticità, doti tipiche degli artigiani, ad una spinta che non deve rimanere solo ideale”.

Negli scorsi dieci anni di crisi, rileva il presidente di Confartigianato, “il sistema dell’artigianato e delle piccole imprese ha tenuto. Ha pagato un costo alto, con decine di migliaia di chiusure di attività, ma ha tenuto. Anzi, ha saputo rigenerarsi, e più di altri, grazie alla propria flessibilità, ha saputo cogliere le opportunità della rivoluzione digitale, che trasformano il modo di fare impresa e anche di fare società. Lasciatemi dire che altrettanto non è avvenuto per il sistema politico, che nello stesso periodo ha subito i fortissimi scossoni noti a tutti e che ancora fatica a trovare un nuovo equilibrio”.

(AdnKronos) – Le piccole imprese, sottolinea Merletti, “hanno dimostrato nei fatti, e lo provano le analisi del nostro Rapporto di ricerca che presentiamo oggi, quanto sia vero ciò che da anni diciamo in ogni sede: è la piccola impresa diffusa sul territorio a mantenere ricchezza al Paese, dopo la fine per molti versi poco gloriosa di grandi industrie, attratte da spinte centrifughe e ora di fatto l’ombra di ciò che erano quaranta, cinquanta anni fa. E lo diciamo con dispiacere, consapevoli che il nostro modello economico e produttivo ha bisogno di più ‘media e grande impresa’, non di meno ‘piccola impresa’”.

Per il presidente di Confartigianato bisogna ripartire dalle piccole imprese. “Ripartire da chi crea lavoro e sviluppo: dalle micro e piccole imprese, che rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 65,3% degli addetti”, sottolinea Merletti. “A noi il cambiamento non fa paura. Del resto, le nostre imprese non avrebbero successo se non avessimo il coraggio di rischiare e innovare ogni giorno, di inventare prodotti e servizi sempre nuovi all’altezza delle aspettative dei mercati”.


11:22 CRONACA – ‘ndrangheta: resta in carcere boss Morabito, no Uruguay a misura alternativa

Palermo, 26 giu. (AdnKronos) – Resta in carcere il boss della ‘ndrangheta Rocco Morabito, 52 anni, arrestato a settembre del 2017 in Uruguay dopo 23 anni di latitanza. I magistrati del Tribunale di Montevideo, infatti, hanno negato la misura alternativa al mammasantissima di Africo. A comunicare la notizia al procuratore di Reggio Calabria, Bernardo Petralia, è stata l’Interpol, spiegando che la richiesta del legale del boss non è stata accettata dal giudice uruguaiano. Morabito, che è accusato di far parte di un’organizzazione internazionale dedita al traffico di stupefacenti, rischiava di tornare libero per un cavillo.

Secondo il legale di quello che gli inquirenti indicano come il Pablo Escobar italiano, infatti, la sentenza del giudice uruguaiano per l’estradizione non è arrivata in tempo e i termini per decidere sarebbero già scaduti. Oggi il ‘no’ del Tribunale di Montevideo a ogni ipotesi di scarcerazione. Il boss resterà in arresto preventivo fino alla conclusione dell’iter per l’estradizione già autorizzata dalle autorità dell’Uruguay.


11:23 ECONOMIA – Pmi: Confartigianato, campioni export Made in Italy, 124,9 mld in 2017

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “I nostri piccoli imprenditori hanno reagito alla crisi con l’innovazione e con la ricerca di nuovi mercati: nel 2017 proprio i settori con la maggiore concentrazione di artigiani e piccole imprese hanno realizzato la migliore performance di sempre nelle esportazioni: ben 124,9 miliardi di euro. Portano nel mondo il meglio del made in Italy, ma mantengono le radici ben salde in Italia. Diversamente da quel che succede con le multinazionali nostrane, che producono all’estero e poi ‘esportano’ beni che chiamano made in Italy”. Ad affermarlo è il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nel corso del suo intervento all’Assemblea.

Il lavoro, la ricchezza, il benessere prodotto dalle piccole imprese, rileva Merletti, “rimangono in Italia, così come le loro tasse. Ricordiamocelo! Trovare le risorse per investire in idee e nuovi prodotti: questo è uno dei problemi principali di chi fa impresa. Molti imprenditori si sono indebitati nei tempi di crisi pur di pagare lo stipendio ai propri collaboratori! Da noi non si fanno licenziamenti per ristrutturazioni o per motivi ‘tecnici’, nell’interesse di capitali, spesso esteri. Da noi il lavoro e l’intrapresa prevalgono sul capitale, anzi diventano essi stessi capitale”.

Un capitale umano e professionale solido, spiega Merletti, “perché affonda le radici nella società, nelle famiglie, nelle comunità locali. Non viene gestito in uffici di vetro a Francoforte o New York. Per questo l’Italia è forte e fa anche paura, economicamente parlando, perché non si controlla facilmente, solo con un clic sul computer. Tanta manifattura integrata coi servizi che si evolve continuamente e intercetta le possibilità di innovazione tecnologica”.


11:24 ECONOMIA -embargo 11,15 – Confartigianato: Merletti propone a Governo, contratto in 7 punti

Roma, 26 giu. (AdnKronos) – “Proponiamo al Governo un contratto in 7 punti, semplici e concreti, da realizzare nei prossimi mesi”. Così il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti.

I sette punti, rileva, sono “modificate la recente nuova normativa sugli appalti: le micro e piccole imprese oggi non toccano palla, peggio di prima; ministro Di Maio, firmi il decreto per le nuove tariffe INAIL e a febbraio prossimo artigiani e commercianti terranno in tasca 1 miliardo di euro; guardate dentro al pasticciaccio brutto del SISTRI, decretatene immediatamente la fine e fate partire il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti; non confondete la tutela del made in Italy con la sola tutela delle specialità agricole italiane. È molto di più!; mettete alla prova la volontà degli Stati membri dell’Unione Europea a fare….”qualcosa di europeo”: osiamo fare una norma per i giganti del web che fissi la stessa tassazione in tutti i Paesi del vecchio continente?; riducete gli oneri generali che gravano sulla bolletta dell’energia elettrica a carico delle piccole imprese; tenete come riferimento le piccole imprese (4.313.163) per tutti i provvedimenti normativi che farete, e poi semmai fate una deroga per le restanti imprese (24.922). Finora si è fatto il contrario!”

“Ci troviamo -sottolinea Merletti- in un momento singolare della storia del nostro Paese: sentiamo fortissima la tensione di un cambiamento che interessa ogni aspetto della vita economica e sociale. Una tensione verso un nuovo equilibrio planetario, in cui la digitalizzazione e la globalizzazione avranno ridefinito i confini, le relazioni, le stesse idee delle persone, delle imprese, delle organizzazioni e degli Stati. Un processo di cambiamento che impegna il nostro presente in modo totalizzante, occupa la nostra testa con una idea di futuro ancora non comprensibile, e rischia di farci dimenticare il nostro passato, le nostre basi, il “da dove veniamo”, il perché di tante scelte e di tante azioni che ci hanno portato fin qui, ad essere quello che siamo. Rischia di farci dimenticare che l’artigianato, la piccola impresa, la trasmissione del mestiere, sono un ponte tra generazioni solido, anch’esso caratteristico e fondativo del nostro Paese”.


 

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