PIEMONTE – Dalla sua nascita il NUE, numero unico dell’emergenza, ha mostrato gravi criticità che sono state più volte denunciate.

In particolare, ed almeno in Piemonte, la gestione della centrale unica curata fin dalle prime ore dai responsabili del 118, è stata indicata da tutte le strutture che partecipano all’emergenza come una pericolosa strozzatura del sistema per il modello organizzativo su cui è strutturato.

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Nelle ultime ore il Presidente Nazionale della Società Italiana Sistema 118, Mario Balzanelli, denuncia le centrali uniche di risposta come costose e responsabili di perdita di tempo prezioso nell’avviare la procedura corretta, chiedendo di tornare al vecchio 118 almeno per le emergenze sanitarie, scorporandole dall’emergenza in senso più generale. Ritiene infatti che l’Europa non ci ha chiesto di cancellare il 118 ma di istituire il numero 112 per affiancare il primo.

 

“Il Presidente Balzanelli si sbaglia di grosso e solleva il polverone per distrarre l’attenzione dalle responsabilità che hanno proprio i vertici del 118 nella vicenda. L’Europa ci ha chiesto di istituire il numero unico 112 – afferma il Consigliere Regionale Alfredo Monaco – proprio per evitare la frammentazione di risposta nel caso di emergenze che sono da considerare complessivamente, ed il caso di contesto sismico appare l’esempio più banale. Il soccorso non è solo quello sanitario. Le dirigenze del 118 hanno letteralmente occupato le Centrali Uniche garantendosi il controllo del ricco budget di risorse assegnato.”

Balzanelli chiede una valutazione tra i tempi di intervento dei mezzi di soccorso quando la richiesta di aiuto arrivava direttamente al 118, e i tempi attuali con la Centrale Operativa del 112 che smista l’intervento al 118.

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“Aggiungerei anche i ritardi di smistamento a tutte le altre Istituzioni coinvolte nell’emergenza da parte di una Centrale Unica gestita dagli uomini, e su modello, del 118. – incalza Monaco – La denuncia di fallimento del NUE è stata sollevata da tempo da tutte le organizzazioni ed istituzioni che a vario titolo sono coinvolte nell’emergenza. Così come hanno evidenziato lo spreco di denaro pubblico. Più che rivendicare denaro per chiudersi nel guscio gestionale consolidato del 118, i suoi vertici dovrebbero prendere atto del fallimento e dimettersi, lasciando la mano a chi considera l’emergenza come un problema dalle mille sfaccettature da risolvere piuttosto che una opportunità.”

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