NOLE – Sabato 12 maggio si è tenuta l’ inaugurazione dell’ altare della Beata Vergine del Suffragio. La comunità si è ritrovata nella chiesa di San Vincenzo, dove è stato eseguito il restauro dallo studio Rocca di Balangero.

L’ opera è stata finanziata dal “service” del Lions Club Valli di Lanzo, guidata da Carlo Borgarello. Le autorià civili e religiose hanno assistito dai primi banchi alla scopertura dell’altare. Il coro “Laudarmonia” di San Francesco al Campo ha aperto l’ appuntamento eseguendo l’ “Ave Maria”. Ha affermato il parroco don Antonio Marino: “Due anni fa abbiamo recuperato l’ altare di Sant’ Antonio. Dopo pochi mesi ci ritroviamo a presentarne un altro rinnovato grazie al contributo dei Lions”.

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Quindi è intervenuto Adriano Sozza, delegato arcivescovile per i beni culturali che ha sostenuto: “Quando è calato il sipario ho pensato a come siamo fortunati ad avere tanta beneficenza. Nella nostra diocesi ci sono 1400 chiese che sono scrigni di grande valore artistico”.

Nel corso della serata sono intervenuti i restauratori dello studio Rocca, Carla Crosetto, Luca Bello, Federico Valle per la parrocchia e Francesco Donalisio come cerimoniere dei Lions. Nel corso degli interventi si è parlato dell’ altare dedicato ai purganti e al venerabile Padre Picco. Durante le sue visite in paese era solito celebrare la Messa proprio su questo altare. Il manufatto venne eretto nel 1770 dalla Compagnia del Suffragio. La tela principale rappresenta la Vergine del Carmine con lo scapolare (abitino della Compagnia) in mano, mentre tende quest’ultima verso le anime del Purgatorio, raffigurate in basso tra le fiamme.

Ai suoi piedi vi sono inginocchiati, a sinistra Sant’Antonio da Padova e a destra San Carlo Borromeo. Il tema di tutto l’altare sono i Novissimi, ovvero le realtà ultima della vita: morte, giudizio di Dio e destino eterno. In due riquadri lignei in basso appaiono i simboli dei mestieri, da un lato, mentre nell’altro sono raffigurati i simboli delle cariche religiose e civili.

È chiaro il riferimento al fatto che la morte uguaglia tutti gli uomini e non guarda in faccia nessuno. Ai lati dell’altare sono situate due belle statue lignee dorate: a destra San Giuseppe nella iconografia tradizionale con in mano il bastone fiorito e a sinistra San Gregorio Magno, Papa dal 590 al 604, venerato come dottore della Chiesa.

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