CIRIÈ – Mercoledì 25 aprile, nella sala consiliare di palazzo D’Oria, la città ha commemorato il comandante partigiano Gennarino Brunero.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito della giornata della liberazione dall’esercito nazifascista che ha determinato la fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia. Ha affermato Piergianni Genta, presidente della sezione locale dell’Anpi: “Il vessillo dell’Anpi di Ciriè e una via cittadina sono intitolati a Brunero. A lui è dedicato questo 25 Aprile”.

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L’iniziativa è stata voluta da Marco Fassio per cui il comandante partigiano è stato come un genitore: “Sono andato via dopo che hanno rastrellato mio padre in borgo San Martino. Ringrazio monsignor Giachetti per avergli salvato la vita. Gennarino mi ha sempre trattato come un figlio”.

È stato proiettato il video nel quale sono stati ricordati i fatti del 1944 raccontati da Fassio. Gennarino Brunero nasce nel 1911 e svolge la professione d’operaio chimico. Durante la Seconda Guerra Mondiale è sottoufficiale nel terzo Reggimento Alpini del Battaglione Susa. L’8 settembre 1943 prende la via dei monti e viene ucciso in un’imboscata a ponte Masino a Nole da alcuni rappresentanti della Folgore. Muore il 26 febbraio 1945. Sulla sua figura si è anche realizzato un concorso.

“Realizzeremo un concorso rivolto alle scuole superiori di Ciriè. – Ha dichiarato Luisa Giacometti, referente della Società Operaia di Ciriè – I ragazzi visiteranno sentieri e lapidi della Resistenza. Oltre a poter rivolgere domande ai testimoni. Il bando sarà presentato a settembre 2018.” La giornata è terminata con la consegna degli attestati ai ai figli Margherita, Carlo Antonio e Ferdinando.

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