RIVAROLO CANAVESE – Una seduta di consiglio a tratti “nervosa”, quella che si è tenuta ieri, venerdì 30 marzo, a Palazzo Lomellini, iniziata ancor prima con una discussione che si è protratta una quarantina di minuti con tanto di sospensione.

Tutto è iniziato con le Comunicazioni iniziali, durante le quali, il Consigliere di Riparolium, Martino Zucco Chinà, ha avanzato un’osservazione circa la giornata scelta per il consiglio: il venerdì Santo.

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«Sono pienamente convinto della laicità dello Stato, ma per coerenza mi aspettavo una riconvocazione della data – ha affermato Zucco Chinà – Persino il Governo, per quanto ci sia urgenza, ha rimandato i “lavori” alla prossima settimana. Scuole chiuse e il Consiglio Comunale di Rivarolo fa eccezione.”

Il capogruppo di maggioranza ha replicato che la data era stata avvallata durante la riunione dei capigruppo, e che nessuno aveva avuto alcunchè da eccepire. Affermazione subito “smentita” dal Consigliere di Rivarolo Sostenibile, Marina Vittone, che ha dichiarato che avevano fatto subito le dovute rimostranze.

Il Segretario Aldo Maggio ha dichiarato che non si poteva convocare prima perchè, arrivato il Piano Finanziario del CCA, gli uffici non erano pronti, e che c’erano tre punti che andavano approvati entro il 31. Da lì si è accesa un’animata discussione su se discutere solo quei tre punti e rinviare gli altri, oppure discuterli tutti.

Dopo una decina di minuti di sospensione, la questione è andata ai voti, e i gruppi di minoranza si è astenuta, quindi il Consiglio (con tutti i punti all’ordine del giorno) ha avuto inizio.

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Per i punti relativi alla ratifica della variazione di bilancio, a due comunicazioni di atto di giunta e alla riapprovazione formale degli allegati al bilancio di previsione, i gruppi di opposizione sono usciti dall’aula: «Si tratta di documenti importanti che riguardano il bilancio, e che non abbiamo avuto modo di analizzare discutendone prima in Commissione, visto che non è stata convocata.»

Dopo la votazione di questi punti, i gruppi di opposizione hanno ripreso il loro posto in aula. Dubbi sul punto del Piano Finanziario CCA: «C’è stata una diversa ripartizione tra parte fissa e parte variabile, ma nessun aumento per i cittadini.» Ha dichiarato l’Assessore Francesco Diemoz, senza convincere però Vittone e Chiapetto.

Temi caldi anche quelli inseriti nelle interrogazioni presentate. Come ad esempio la transazione che dovrebbe chiudere la vicenda con Unicredit Leasing, per la quale, Marina Vittone ha chiesto aggiornamenti perchè «sembra tutto fermo». Il Sindaco Rostagno ha assicurato che la questione sta andando avanti e che gli Avvocati se ne stanno occupando.

Altra questione al centro delle discussioni rivarolesi, l’apertura del secondo pozzo presso la centrale a biomasse, che desta preoccupazioni, sia per l’eventuale consumo di acqua sia per un rischio di inquinamento delle falde. Il Sindaco ha replicato che si è informato, e gli è stato assicurato che sarà solo un pozzo di riserva in caso di malfunzionamento degli altri. «Il prossimo 10 aprile si terrà la Conferenza di Servizi: «Appena il progetto sarà ben spiegato, procederemo ad avanzare le dovute osservazioni.» Ha concluso Rostagno.

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Ultimo (ma non ultimo!) scottante argomento, la proposta tecnica al progetto preliminare variante generale del Piano regolatore, per la quale Diemoz aveva promesso un incontro chiarificatore con le minoranza, che poi non c’è stato: «Vero, mi dispiace. – Ha affermato l’Assessore – Non ho mantenuto la promessa. Ma gli incontri formali in commissione hanno una procedura articolata, sarebbe molto più semplice effettuare incontri informali, ma voi non volete.»

Marina Vittone ha detto che ci sono voci su un possibile ritorno del progetto “Rivarolandia”, rivisto e modificato. Pronta la replica di Diemoz: «Quell’area è tornata agricola, e le proprietà ci hanno chiesto degli incontri per capire. Ma al momento non c’è nulla.»

Il consiglio si è concluso sull’ultima interrogazione relativa agli stabili messi a disposizione dal Comune per le associazioni, per i quali, ha chiosato Vittone, «non esiste un elenco pubblico.»

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