TORINO – “Nonostante la preziosa presenza di Andrea e l’incessante lavoro degli avvocati e della nostra Ambasciata, continuano a essere momenti d’attesa per Mauro e per tutti noi.”

A dichiararlo è la famiglia di Mauro Donato, 41 anni, il fotoreporter torinese arrestato in Serbia.

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“Purtroppo in questo momento non abbiamo informazioni più precise sull’evoluzione della situazione – prosegue la famiglia – e siamo molto preoccupati per il fatto che la procedura si stia così allungando. Ma restiamo fiduciosi che l’innocenza di Mauro verrà presto accertata anche dalle autorità serbe e che quindi verrà scarcerato. Abbiamo avuto la possibilità di far visita a Mauro in carcere nei giorni scorsi e, nonostante la situazione, l’abbiamo trovato in salute e ottimista.
Abbiamo quindi pensato – conclude – di condividere queste poche righe per chiedervi di continuare a tenere alta l’attenzione, sta dando molta forza a noi, ma di continuare anche a pazientare, sperando assieme a noi che i prossimi giorni saranno davvero risolutivi.”

 

Mauro Donato è stato arrestato in Serbia con l’accusa di aver aggredito tre profughi afghani. Nonostante sia stato scagionato dalle vittime, è ancora in carcere. Ora l’accusa è di rapina aggravata e rischia fino a 15 anni di carcere. L’episodio è accaduto a Sid, la città in cui il reporter stava documentando con il collega Andrea Vignali il passaggio dei profughi verso l’Europa.

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