CUORGNÈ – In Canavese i luoghi d’incanto si dischiudono al grande pubblico per  le Giornate Fai di Primavera, sabato 24 e domenica 25 marzo dalle 10 alle 18 con il borgo di Cuorgnè e il suo Teatro Comunale, con la visita ai lavori di restauro tra palcoscenico e palchi, con le sale attigue al suggestivo spazio scenico di imminente apertura al pubblico.

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La Delegazione FAI di Ivrea e Canavese schiera, come sempre, una complessa squadra organizzativa tra delegati, volontari, apprendisti ciceroni che consente al pubblico delle Giornate FAI di Primavera dalle 10 alle 18 di sabato 24 e domenica 25 marzo di visitare punti di bellezza in Canavese, con una gamma ricchissima di curiosità tra edifici storici, antiche attività artigianali e chiese di grande importanza.

 

TEATRO COMUNALE DI CUORGNÈ’(km 40 da TO)
(accesso dal cortile del Municipio )
La sua realizzazione risale al 1886 e, rispetto ad altri piccoli teatri piemontesi realizzati anch’essi in epoca ottocentesca, presenta la peculiarità di essere stato ricavato all’interno di una Chiesa seicentesca facente parte di un convento di monache benedettine.
Il progetto si deve all’arch. ing. Pier Giuseppe Zerboglio di Cuorgnè.
A seguito della soppressione napoleonica degli ordini religiosi il Comune aveva acquisito l’edificio, operando già nella prima metà del secolo XIX alcuni interventi interni di trasformazione. Con l’intervento ultimato nel 1866 la trasformazione divenne radicale, con l’inserimento nel volume preesistente della chiesa benedettina del piccolo teatro. Dal 1886 al 1919 il teatro fu gestito direttamente dal Comune, in seguito fu dato in affitto a privati, che vi insediarono il cinema comunale. Gli arredi di scena e i fondali furono trascurati e in parte danneggiati.

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Nel vasto locale della chiesa si decise nel 1860 di trasferire il teatro comunale; il progetto di ristrutturazione venne redatto nel 1865 dall’architetto ing. Pier Giuseppe Zerboglio di Cuorgnè ed il teatro venne ultimato
l’anno seguente. Ne disegnarono le scene ed i fondali alcuni artisti che in quell’epoca erano soliti trascorrere il periodo estivo nel vicino paese di Rivara e che proprio da questa cittadina traggono il nome di “scuola di Rivara”, sito aperto la scorsa edizione 2017  delle GFP. In particolare lo scenario con Cuorgnè visto dal vecchio ponte sull’Orco è opera del loro caposcuola: Carlo Pittara. Gli ornati sono opera di Giacomo Rossi da Lugano e del torinese Giuseppe Ceva, le decorazioni e le parti dorate del torinese Vincenzo Ruffino, le figure vennero eseguite da Luigi Crosio di Acqui. Gestito direttamente dal comune fino al 1919, in tale anno fu dato in affitto ai privati, che vi impiantarono il cinema comunale, una delle prime sale cinematografiche in Canavese; gli arredi di scena ed i fondali andarono in gran parte distrutti. Tornati liberi i locali intorno al 1970 furono restaurati dalla Pro Loco cuorgnatese. Venne riaperto al pubblico nel 1976, per essere nuovamente chiuso nel febbraio 1983. Per molti anni ha ospitato solo mostre temporanee nella platea.

 

Il percorso per i visitatori prevede: il cantiere di restauro del Teatro Comunale (con interventi musicali di “accoglienza” da parte del Liceo Musicale di Rivarolo, la storica quanto suggestiva Pasticceria Pan Belmonte in via Arduino 24 e l’Antica Bottega del Rame in Corso Roma, 4 dove si trovano manufatti artigianali di rara bellezza e abilità manuale.

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