VENARIA REALE – La Scuola di Psicanalisi Freudiana, con il patrocinio del Comune di Venaria Reale, presenterà ad aprile un ciclo di tre conferenze, ad ingresso gratuito, dal titolo: “Il ritorno di Freud”.

Gli incontri avranno carattere divulgativo e partiranno da una riflessione sulla differenza tra la psicanalisi e le psicoterapie. L’intento di queste conferenze, e il particolare taglio dell’iniziativa, nasce dal fatto che un reale ritorno di Freud nella psicanalisi contemporanea è un evento necessario per ridare dignità scientifica a una disciplina che, credendo di averlo superato, lo ha spesso mistificato o frainteso.

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Gli incontri che si terranno a Venaria Reale in Via Mensa n. 34 presso la Sala Espositiva Comunale, ex Biblioteca Civica, nei giorni 7, 14 e 21 aprile 2018 alle ore 17.00, saranno condotti da Cinzia Zangari, Luca Salvador e Donatella Triberti.

Sabato 7 aprile alle ore 17.00 Cinzia Zangari: “La psicanalisi non è una psicoterapia”. Verranno delineati i caratteri fondamentali di queste due discipline, la psicanalisi e la psicoterapia, profondamente diverse tra loro per definizioni, metodi e scopi. Saranno messe a confronto le reciproche peculiarità e chiarite le fondamentali differenze, e questo consentirà di individuare il discrimine netto tra la psicanalisi freudiana e le diverse psicoterapie.

 

Sabato 14 aprile alle ore 17.00 Luca Salvador: “Il padre rimosso”. Negli ultimi decenni il ruolo e la figura paterna sono stati messi radicalmente in discussione sotto l’influsso di una mistificazione che ha portato ad accrescere le contraddizioni piuttosto che a risolverle. Attraverso la riflessione freudiana verrà mostrato come sia possibile non solo comprendere i motivi di questa rimozione culturale, ma anche tentarne una via d’uscita.

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Sabato 21 aprile alle ore 17.00 Donatella Triberti: “L’etica dell’odio”. L’esplorazione di una passione a cui la nostra società non riconosce alcuna legittimità; eppure è evidente che l’odio non è cancellabile dalle manifestazioni del soggetto e che spesso lo stesso amore è un travestimento dell’odio. Esso non corrisponde alla distruttività con cui spesso lo si identifica.

 

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