giovedì 24 Settembre 2020

TORINO – Nuovo dispositivo interforze al campo nomadi; preoccupazione dei sindacati di Polizia

SIULP, SAP e SIAP chiedono un incontro urgente con il Questore

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TORINO – Previsti per tre mesi, nell’area del campo nomadi di via Germagnano, a Torino, un nuovo dispositivo interforze per prevenire roghi di immondizia e sversamenti di rifiuti nocivi.

I militari del progetto ‘Strade sicure’, insieme a polizia e carabinieri, saranno presenti 24 ore su 24 per controllare la zona.

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Preoccupazione per le organizzazioni sindacali di Polizia, che hanno inviato una lettera al Questore chiedendo un incontro urgente: “Apprendiamo da organi di stampa come sia stato previsto dal tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico della Prefettura un nuovo dispositivo interforze, da oggi e per tre mesi, nell’area del campo nomadi di via Germagnano a Torino per prevenire roghi di immondizia e sversamenti di rifiuti nocivi.

Secondo tali notizie – scrivono nella missiva – i militari del progetto ‘Strade sicure’ insieme a Polizia di Stato e Carabinieri saranno presenti 24 ore su 24 per controllare la zona.

Significando come queste OO.SS., per tipologia e imput politico del servizio, abbiano da sempre espresso perplessità e preoccupazione, con la presente si chiede un incontro urgente al fine di conoscere modalità, regole di ingaggio e misure preventive di salvaguardia della salute degli operatori impegnati.”

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Per  il SIULP, SAP e SIAP l’oggettiva e assolutamente legittima scelta di ripristinare un servizio interforze, non può non essere accolta con grande preoccupazione, anche per quanto concerne eventuali esposizioni ad agenti tossici del personale impiegato.

“L’attività di prevenire reati o situazioni pericolose – affermano le Organizzazioni Sindacali – è condizione imprescindibile dell’azione delle Forze dell’Ordine. Tuttavia, la questione dei rischi ambientali legati al Campo nomadi di via Germagniano è già stata oggetto di vibrate proteste da parte di questi sindacati conclusesi con una manifestazione di protesta alla quale concorrevano le rappresentanze dei vigili del Fuoco e della Polizia Municipale e di Comitati cittadini.

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Quel che è particolarmente grave – continuano i sindacati – è che in quell’occasione l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Torino rassicurava gli animi dei contestatori garantendo l’adozione in tempi brevi di un piano strategico predisposto dal Sindaco di Torino, che avrebbe risolto efficacemente il problema di questo e di altri Campi nomadi della città. Se la soluzione a distanza di quasi un anno è stata quella di ripristinare la vigilanza esponendo nuovamente a potenziale rischio la salute degli operatori delle Forze dell’Ordine e militari, anziché rimuovere in modo definitivo il problema delle attività illegali commesse nei campi nomadi, vuol dire che il dubbio che la soluzione proposta dall’Assessore fosse semplicemente “aria fritta” è assolutamente fondato.

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I poliziotti fedeli al proprio giuramento sono pronti a tutti i sacrifici che si rendessero necessari per la sicurezza pubblica – concludono – e assolveranno con professionalità al loro dovere. Ma il SIULP, il SAP e il SIAP non possono acconsentire che si possa mettere a repentaglio la loro salute per l’inadeguatezza, la mancanza di fermezza e di lungimiranza da parte di chi ha il dovere istituzionale di salvaguardare la salute dei propri cittadini con provvedimenti di carattere comunale.”

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