lunedì 1 Marzo 2021

VALPERGA- In Consiglio si “festeggiano” le prime 100 interrogazioni

VALPERGA – Cento interrogazioni presentate dalle opposizioni in due anni e mezzo di mandato della Giunta targata Francisca: è la ragguardevole cifra che è stata raggiunta nel corso del Consiglio comunale tenutosi nella mattinata di sabato 11 febbraio.

Assente per impegni lavorativi Walter Sandretto, nel corso dell’adunata si sono discusse una dozzina di interrogazioni, preparate da ottobre scorso ad oggi da Impegno Civico e Primavera a Valperga e già illustrate nel corso della conferenza stampa convocata qualche settimana fa.

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Nel tentativo di trovare il bandolo della matassa di questo nuovo movimentato Consiglio si può individuare una prima accusa lanciata da Arimondo e Brunasso verso la maggioranza: quella, ad avviso delle minoranze, di operare in uno stato quasi perenne di conflitto di interessi: ad esempio nell’assegnazione dei lavori per i nuovi spogliatoi, per la potatura delle alberate in Piazza della Repubblica, per lo spostamento della bacheca di via Martiri, fino alla scelta degli artisti le cui opere sono o saranno posizionate sul territorio comunale. Nel dibattito sull’ipotesi di una paventata commistione tra pubblico e privato avanzata dalle opposizioni non poteva mancare quella concernente l’ormai famigerato palo della luce posto in Borgata Trucchi, nei pressi dell’abitazione dello stesso sindaco Francisca.

Una vicenda che tiene banco da mesi e che sembrava essersi esaurita con l’ultima parola, a questo punto, spettante alla magistratura dopo la denuncia presentata da Arimondo e Brunasso. Ma “la saga del palo” regala ancora un sussulto con un ulteriore capitolo, ancora inedito, svelato nel corso della discussione. Erano ben 2 le interrogazione sul tema: “La giunta era a conoscenza della lettera del sindaco in cui lo stesso chiedeva lo spostamento, rispetto quanto originariamente previsto, del palo su un terreno di sua proprietà? E’ una cosa opportuna? Perchè non si è intervenuti in altre zone sensibili ?” chiede Brunasso con Francisca che replica: “Il palo è stato spostato sempre nel contesto della mia proprietà, da un terreno scosceso ad uno pianeggiante più funzionale ad un’installazione del genere, con l’ok dell’ufficio tecnico e dell’Ente Parco”.

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E fin qui nulla di nuovo. La novità sulla vicenda giunge invece poco dopo nel corso della seconda interrogazione sulla questione presentata da Arimondo con Francisca che mette agli atti la seguente risposta: “Ritengo di avere avuto lo stesso agio del mio vicino di casa quando l’amministrazione Brunasso nel 2012 collocò un punto luce in prossimità del suo cancello, in un contesto che voi dite privato. E su questo fatto è stata ritrovata traccia di delibera. Il sottoscritto all’epoca fece la stessa richiesta ma fu rifiutata”. Secondo Arimondo, tuttavia, Francisca si sarebbe dovuto astenere in Giunta, quando fu votata il posizionamento dei punti luce in quanto direttamente interessato: “Rivendico quel provvedimento di Giunta che si tenta di far passare come una atto ad esclusivo mio favore, quando in realtà prevedeva l’installazione di 12 nuovi punti luce nel paese, con un fascio di luce diretto verso le abitazioni per ragioni di sicurezza. Se abbiamo sbagliato ce lo dirà la magistratura”.

Altra materia presa in esame è quella della chiusura del servizio di cassa Unicredit, questione ormai conclusa da tempo (nel novembre scorso) ma che permette di introdurre il secondo biasimo di fondo mosso da Arimondo e Brunasso nei confronti dell’amministrazione: “Abbiamo sollevato problematiche che si dovevano affrontare tempestivamente non a mesi di distanza, purtroppo esiste un regolamento cinico e baro voluto dalla maggioranza che ne ha impedito la discussione a tempo debito. Dimenticate però che esistono norme sovraordinate che permettono di richiedere un Consiglio straordinario come abbiamo fatto in questa occasione. Non tollereremo più di essere tacitati su argomenti di stretta attualità”.

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Per quanto riguarda la sbarra posta sulla strada vicinale del Rio Giordanino (tacciata dalle opposizioni come l’ennesimo utilizzo di denaro pubblico per interventi su suoli privati), Francisca ha motivato tale decisione con ragioni di sicurezza: “In quell’area è stata rinvenuta una tenda abbandonata, messa sotto sequestro, che è stata base d’appoggio per malviventi che hanno razziato le abitazioni lì attorno”. Sempre in tema di sicurezza, snocciolati i numeri del rendiconto delle sanzioni del codice della strada (assenza pagamento bollo e assicurazione) accertate grazie al nuovo sistema di videosorveglianza: 16.605,60 euro nel 2016, 36.887,20 euro nel 2017. Risultati che lasciano soddisfatta la maggioranza.

Interrogazione dopo interrogazione si giunge così a quota 100, traguardo notevole “celebrato” con una bottiglia stappata una volta chiuso il consesso.

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