martedì 27 Luglio 2021
martedì, Luglio 27, 2021
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CANAVESE – “Operazione Preda”: i dettagli e i volti degli arrestati (FOTO E VIDEO)

Ancora ricercato un componente della banda; autori di rapine in abitazioni, anche violente

CANAVESE – È stata denominata “Operazione Preda”, la grande attività di indagine svolta dai Carabinieri della Compagnia di Ivrea in collaborazione con i colleghi di Corsico (MI), del Nucleo Elicotteri Carabinieri e del Nucleo Cinofili di Volpiano, ed illustrata questa mattina, giovedì 25 gennaio, presso il comando della compagnia di Ivrea dal Capitano Domenico Guerra.

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Sono nove le persone indagate di cui cinque sottoposte a misura cautelare, e uno ricercato.

Il nome è stato scelto perchè la banda sgominata cercava attentamente le proprie “prede”, studiandole, carpendo informazioni, lasciando le armi in prossimità del posto da colpire, già pronte, e spostandosi di volta in volta con auto diverse.

Questa mattina è stata eseguita un’ordinanza di applicazione e di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Ivrea, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di quattro individui.

 

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IL CUORE DELLA BANDA

Sono  Arvit SADA, 34 anni, albanese, residente in Cuorgnè, Giuliana LOMUSCIO, 25 anni, italiana, residente in Quincinetto, con il ruolo di basista, e i fratelli Robert KOLA, 32 anni, albanese, residente in Prascorsano e Fatos KOLA, 26 anni, albanese, dimorante in San Giorgio Canavese, un altro indagato è attualmente ricercato.

Intorno a loro ruotavano diversi individui, che di volta in volta si sono trovati a ricoprire di fatto il ruolo di basista.

 

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L’INDAGINE

L’attività d’indagine è iniziata il 14 ottobre 2016, a seguito della violenta rapina in casa subita da un assicuratore 65enne di San Giorgio Canavese. Pochi minuti dopo le 3, Osvaldo D., mentre rientrava a casa da una serata trascorsa con amici, dopo aver varcato il cancello e aver percorso il viale che conduce all’ingresso dell’abitazione, fu aggredito da due soggetti con il viso coperto da passamontagna. Questi lo minacciarono puntandogli un cacciavite alla gola e lo colpirono ad una coscia con uno dissuasore elettrico (c.d. taser), per poi sfilargli dal polso un orologio prezioso, una collanina in oro e la somma di 6.450 euro in contanti. Dopodiché lo fecero entrare in casa e, sempre minacciandolo con il cacciavite, gli chiesero dove fosse la cassaforte e le armi. Dal momento che il malcapitato non dava indicazioni, i due lo rinchiusero in un vano caldaia e poi fuggirono. La vittima riuscì a liberarsi passando dal tetto attraverso una botola. Gli immediati accertamenti dei carabinieri si sono da subito focalizzati su una donna, Giuliana LOMUSCIO, conosciuta dalla vittima in altre occasioni.

I successivi accertamenti svolti sul conto della donna e dei suoi contatti personali, hanno portato poi a stabilirne il ruolo nella rapina, ossia quello di “basista”, e ad individuare i due esecutori materiali.

Questa mattina sono state anche effettuate perquisizioni a casa degli indagati. Nell’abitazione della Lomuscio è stato trovato un teiser, probabilmente usato nella rapina a San Giorgio Canavese.

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I COLPI

L’indagine ha consentito di individuare i presunti autori di furti avvenuti nel Canavese: a San Giorgio Canavese, Castellamonte, Favria, Foglizzo e Prascorsano ed uno in Francia, a Grasse, ma potrebbero essere molti di più. Durante le rapine si sarebbero impossessati di orologi di marca, anelli da bigiotteria, di monili in oro e argento, contanti, liquori, sigari, fucili , carabine, e macchine fotografiche.
L’indagine è stata coordinata dal PM Alessandro Gallo della Procura di Ivrea.

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