mercoledì 3 Marzo 2021

TORINO – La fuga di una minorenne è finita nel sangue

Arrestato un 23enne per aver accoltellato due giovani

TORINO – Ha cercato di uccidere due persone soltanto perché desideravano di riportare a casa una ragazza minorenne che era scappata da casa per andare a vivere dal fidanzato.

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Un ragazzo romeno di 23 anni, abitante in provincia di Cuneo, è stato arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere dai carabinieri della Compagnia Oltre Dora per tentato omicidio.

Nella notte del 23 settembre scorso, poco dopo l’una di notte, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Torino Borgo Dora era intervenuta in via Martorelli 3, a Torino, ove era stata segnalata una lite tra cittadini romeni, due dei quali rimasti feriti.

I militari avevano notato alcuni giovani: uno di essi a terra sanguinante con diverse ferite da taglio. Vicino a tale soggetto era presente un altro ragazzo romeno, anch’esso ferito, seppur in maniera meno grave. I due feriti erano stati condotti in ambulanza al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni Bosco, per le cure necessarie.  Nell’arco della stessa notte, i carabinieri avevano interrogato i quattro giovani romeni protagonisti della vicenda, appurando che quella sera le due vittime di accoltellamento, in compagnia di tale Ionut e la fidanzata Gabriela, si erano messi a cercare la sorella minore di quest’ultima, Mihaela, non rientrata a casa già dalla sera precedente e verosimilmente allontanatasi per stare con il proprio fidanzato.

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Gabriela aveva riferito ai militari che aveva iniziato le ricerche della sorella e che aveva saputo che quella notte Mihaela sarebbe andata a casa di un’amica in via Martorelli 3. Con il fidanzato e altri due amici, Gabriela si era pertanto recata in tale zona, alla ricerca della sorella.

La donna aveva notato in strada il fidanzato di Mihaela, Stefan, in compagnia di un altro giovane, sconosciuto a tutti.

Gabriela si era avvicinata ai due e, rivolgendosi a Stefan, gli aveva chiesto con insistenza, dove fosse Mihaela. Stefan le aveva risposto di non sapere dove la ragazza si trovasse, ma Gabriela, certa che la sorella fosse nella zona, gli aveva risposto di non credere alle sue parole e, in preda alla rabbia, lo aveva spinto.

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Stefan aveva reagito e, a seguito dell’intervento dei tre ragazzi che stavano aiutando Gabriela nelle ricerche, la lite era degenerata.

II soggetto (in seguito identificato Dragos Andrei Panainte, 23 anni, residente ad Alba) che era in compagnia di Stefan, aveva estratto dalle tasche un coltello e aveva inseguito, picchiato e poi accoltellato due del gruppo.

Le testimonianze dei presenti e la visione delle immagini  delle telecamere di video sorveglianza di alcuni negozi hanno permesso ai carabinieri di identificare l’autore dell’aggressione.

PANAINTE Dragos Andrei, nato in Romania e residente ad Alba.

Indagato per i seguenti reati:

a) di cui agli artt. 56,575 c.p. perché compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di xxxxx, in particolare sferrava diverse coltellate all’indirizzo della p.o., colpendolo almeno 5 volte al tronco, di cui una in cavità toracica, e almeno una volta nella regione orbitaria destra, che per numero, gravità, zona del corpo che hanno attinto, erano idonee ad uccidere, evento finale non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà, cioè perché l’aggressione veniva interrotta dalla presenza e dall’intervento di altri amici della persona offesa e perché la stessa p.o., nonostante la gravità delle lesioni, reagiva e accennava a porsi all’inseguimento dell’aggressore.

b) di cui agli artt. 61 n. 2, 582, 583 n. 1 e 585 c.p. perché, con la condotta di cui al capo che precede, al fine di consumare il delitto ivi contestato, cagionava alla p.o. lesioni consistite in 5 ferite da punta e da taglio al tronco, di cui una al torace, così cagionandogli un emo-pneumotorace, ed una ferita da punta e taglio alla regione orbitaria destra, che ha reso necessario un intervento chirurgico maxillo facciale per la rimozione di un frammento dell’osso zigomatico, lesioni che mettevano in pericolo la vita del paziente; con l’ulteriore aggravante di aver fatto uso di un’arma, nello specifico di un coltello verosimilmente del tipo a scatto della lunghezza di lama di circa 20 cm.

e) di cui agli artt. 585 e 585 c.p. perché, colpendolo al petto, al collo e al labbro superiore con un coltello, cagionava a ***** lesioni  guaribili in 14 gg., con l’aggravante di avere fatto uso di un’arma, nello specifico di un coltello verosimilmente del tipo a scatto della lunghezza di lama di circa 20 cm.

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