sabato 27 Novembre 2021
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CIRIÈ – L’Unione dei Comuni sposta la sua sede a Villa Remmert

CIRIÈ – A margine del consiglio comunale dell’Unione dei Comuni ciriacesi, che si è tenuto il 14 dicembre, la prima dopo la nomina di Paolo Biavati a presidente, è stato annunciato, dallo stesso Biavati, che Villa Remmert diventerà la sede dell’Unione.

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“Ringrazio il Comune di Ciriè per la disponibilità. – Ha dichiarato Biavati – Finalmente l’ente di secondo livello disporrà di locali. Nel 2018 contiamo d’assumere personale per le attività di segreteria, per avere una continuità nel disbrigo delle pratiche correnti. Stiamo anche individuando un vicesegretario. Dev’essere una persona con competenze e il suo impegno in Unione non dovrà pregiudicare l’attività nel Comune di provenienza.

Naturalmente si starà nel vincolo di spesa sancito dal governo”.

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Il sindaco di Ciriè Loredana Devietti ha aggiunto altri dettagli: “Lo spostamento avverrà a inizio 2018. L’obiettivo è rendere autonoma l’Unione. Si è presa a pretesto la riorganizzazione degli uffici comunali. L’informagiovani è stato trasferito a “Ciriè 2000”. Al suo posto, nel fabbricato di via Rosmini, nel parco di villa Remmert, saranno dislocati i nuovi spazi”. Nel corso della serata il sindaco di Nole Luca Bertini, con delega al Bilancio, ha sciorinato le cifre relative al consuntivo 2016. Ha osservato il consigliere sancarlese Fabio Demaria: “ Stiamo discutendo il bilancio 2016. Peccato che siamo a fine 2017. Non è sostenibile. Mi astengo nel votare tutti i punti inerenti. Non è un tempo congruo per presentarlo”. Si è difeso Biavati: “ Siamo consapevoli del ritardo. L’Unione ha attraversato un periodo di malessere, riassumibile in una cronica e penalizzante carenza di personale. Si è cercato di ripristinare la normalità operativa. In parallelo, sono state svolte modifiche organizzative e informatiche. È entrato in funzione il nuovo sito, insieme ai sistemi informatici e informativi. Samo stati vittima dello stop imposto dal legislatore alle fusioni. Fino all’anno scorso anno gli enti sotto i 5 mila abitanti era obbligati a conferire tutte le funzioni. Si è fatto, però, un passo indietro dopo molte proteste. I dipendenti dovevano essere in organico nell’Unione, ma non è così. La struttura è comunque funzionante. Si sono uniti i servizi sociali, la Protezione Civile e la centrale unica di committenza. Ipotizziamo condivisioni in altri settori”.

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Ha incalzato il consigliere pentastellato Franco Silvestro: “Se è venuto meno l’obbligo di trasferire le funzioni siamo sottodimensionati? Quali altri servizi volete gestire in forma associata?”. Ha concluso Biavati: “Potremmo fare massa critica per affrontare l’emergenza abitativa. Un altro servizio è la gestione dello sportello tributi. Ma anche gli appalti della mensa. Non uguali per tutti ma diversificando i servizi in base alle esigenze dei Comuni”.

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