PIEMONTE – “Il sistema che, affrontando tutte le difficoltà del caso, sta governando l’attività contro gli incendi costituisce senza dubbio un pezzo di Italia che funziona”. Queste le parole del presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ieri, durante il sopralluogo che ha effettuato in Val Susa, mentre oggi era in programma un sopralluogo in Valle Orco.

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Ma le cose non sono così semplici. E il pezzo di Italia è soltanto il Piemonte. Da solo. La Valle Susa e la Valle Orco sono devastate da giorni dagli incendi boschivi, e le numerose forze impegnate nel cercare di spegnere gli incendi ed evitare che le fiamme divorino le case, sono stremate.

Da giorni Vigili del Fuoco permanenti e volontari, Aib, Protezione Civile, Forze dell’ordine, stanno lavorando senza sosta. Soprattutto i Vigili del Fuoco che vengono mandati in continuazione fuori dalle loro aree di competenza, qua e là sugli incendi, dove c’è necessità, senza un attimo di tregua.

E la “pacca sulle spalle” delle istituzioni farà certamente piacere, ma non aiuta.

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Giorno e notte Valle Susa e Orco continuano a bruciare.

“Una lettrice ci ha scritto: “Il problema è sottovalutato, la gente sta perdendo le case; da questa notte ripartirà il vento e sarà peggio di prima. I Vigili del fuoco, gli AIB e la Protezione civile hanno uomini esausti che da domenica hanno lavorato 20 ore al giorno. C’è bisogno di aiuto da parte di tutti.”

Il Piemonte è abbandonato a sé stesso. A parte gli aiuti che sono arrivati dalla Valle d’Aosta, ad esempio con l’intervento dei Vigili del Fuoco a San Bernardo d’Ivrea, dalle altre regioni non è arrivato nulla. Eppure, quando c’è uno stato di calamità in qualsiasi altra regione d’Italia, il Piemonte, i volontari del Piemonte, sono i primi a mobilitarsi.

Ora è questa regione ad avere bisogno. È la gente di questa regione che ha bisogno di aiuto. Sono i soccorritori e i volontari stremati che hanno bisogno di aiuto. E il resto dell’Italia resta a guardare.

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