venerdì 7 Maggio 2021

ROCCA CANAVESE – 35 anni fa l’omicidio del carabiniere Benito Atzei

ROCCA CANAVESE – L’8 ottobre 1982, intorno alle 18 e 30 in frazione Remondato, il vice brigadiere Benito Atzei  e un carabiniere ausiliario, Giovanni Bertello, fermano per un normale controllo una Renault 5 che sta transitando in quel momento lungo la strada. Dall’auto scendono tre uomini che esplodono dei colpi di pistola contro Atzei, uccidendolo sul colpo.

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Il carabiniere Bertello tenta di rispondere al fuoco ma viene a sua volta ferito: fortunatamente almeno lui se la caverà. Il giorno seguente la rivendicazione dell’attentato arriva con una telefonata al quotidiano “La Stampa”: “Qui Potere Rosso. Rivendichiamo l’annientamento e il disarmo della squadretta di Corio”. A bordo della Renault 5, scortata da una Citroen Dyane, ci sono tre terroristi che si stanno recando ad una riunione in un’abitazione a Corio. Tra di loro, anche quello che nelle cronache dell’epoca viene definito come un ex capo delle Brigate Rosse, espulso dall’organizzazione stessa per “deviazionismo” e giunto nel torinese per creare una propria banda. Siamo infatti verso la fase calante (ma non per questo meno sanguinaria) degli Anni di Piombo: i primi pentiti, l’azione delle Forze dell’Ordine mettono in crisi le Brigate Rosse che nel frattempo stanno perdendo la loro compattezza ideologica, scindendosi in vari gruppi (principalmente tre) attorno ai quali gravitano una pletore di sigle estemporanee, talvolta personali (come nel caso di Potere Rosso) che cercano una sorta di perversa legittimazione attraverso azioni sanguinarie.

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Le indagini per individuare gli assassini di Atzei procedono spedite e già il 10 ottobre le Forze dell’Ordine dispongono dei nomi del nucleo terrorista: la Renault 5 non risulta essere stata rubata ed è bastato risalire al proprietario dell’auto per ricostruire le rete dei complici. Verranno presto tutti arrestati e consegnati alla giustizia.

Benito Atzei era nato a Gonnastramatza, in Sardegna, nel 1932 e si era trasferito in Piemonte dove era responsabile della Stazione dei Carabinieri di Corio, luogo in cui viveva assieme alla moglie e ai due figli. Il giorno dei funerali la Chiesa dei Santi Genisio e Anna è gremita, tutta la cittadinanza è presente per dare l’ultimo doveroso saluto al proprio carabiniere caduto nel vile agguato. “Padre attivo e consapevole, grande amico dei bambini con i quali non disdegnava di giocare. Uomo sempre giusto e disponibile”, così fu ricordato dal parroco durante le esequie. Alla memoria e al sacrificio di Benito Atzei è stata conferita la medaglia d’argento al Valore; a lui sono state intitolate vie, piazze, caserme e scuole.

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