giovedì 12 Dicembre , 2019

CASTELLAMONTE – Mostra della Ceramica: scenari (evidenti e non) che non cambiano mai

Dalla rubrica L'Evidenziatore....

CASTELLAMONTE – Cambiano le amministrazioni, ma alcuni scenari non cambiano mai.

Comportamenti che si ripetono ciclicamente. Un cliché dalle varie sfaccettature (quelle che saltano all’occhio e quelle che non si vedono) alle quali ormai, purtroppo, ci si è abituati e non si fa più caso.

Come per quanto concerne questa 57^ edizione della Mostra della Ceramica. C’è molto da dire. Molti dettagli che i lettori non conoscono, e che sono puramente di informazione, dati e fatti verificati che verranno pubblicati in settimana lasciando il giudizio ai lettori, come è nella nostra linea editoriale. Al momento ci si limita alla giornata odierna. All’inagurazione di questa edizione della mostra, che è ben documentata dall’articolo del collega della Gazzetta del Canavese, Mario Damasio e che riportiamo qui integralmente.

Magda Bersini

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Mostra della Ceramica: banalità e frasi un po’ ad effetto

L’atmosfera era quella della amministrazione appena insediata, intorno alla quale si è creato un certo clima di attesa. La 57^ edizione della Mostra della Ceramica di Castellamonte è stata inaugurata oggi pomeriggio, con il refrain che si immaginava alla vigilia. “Abbiamo avuto poco tempo e pochi soldi, ma nonostante tutto ce l’abbiamo fatta.”
Il clima positivo è giustificato dai dieci anni di amministrazione precedente. Dopo così tante edizioni e inaugurazioni, hai voglia a tenere alto l’entusiasmo. Non dovrebbe essere così, ma è fisiologico.
Oggi invece no. Gli artisti e gli artigiani erano presenti. Presenti i simpatizzanti che in campagna elettorale hanno sostenuto la lista Mazza, presenti i politici ed i colleghi sindaci che magari negli ultimi anni erano un po’ defilati. Presente l’attesa di una città che comunque dal lavoro di una amministrazione ha tutto da guadagnare.
Basta che non si creino false attese.

 

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Ma in un giorno come l’inaugurazione di una mostra banalità, frasi un po’ ad effetto e concetti addomesticati sono all’ordine del giorno.
Si va, con estrema disinvoltura, dall’invito ai sindaci a lavorare tutti insieme per il territorio, a Palazzo Botton che avrà una parte espositiva permanente ed una “dinamica” alla novità della mostra: l’esposizione di ceramiche presenti nelle soffitte del palazzo e da tempo dimenticate.
Ma facendo il punto della situazione e tralasciando che Pasquale Mazza sarà il milionesimo sindaco a invitare i colleghi a lavorare tutti insieme, va detto che già in passato le opere stoccate nelle soffitte di Palazzo Botton venivano esposte nei piani del palazzo e che la richiesta di realizzare, non proprio un museo, ma una “Raccolta Civica della Terra Rossa” è stata presentata in Regione, alla Sovrintendenza ed al Ministero. Ciò che ha sempre impedito la realizzazione di un museo sono le questioni inerenti la sicurezza dell’edificio sul quale occorrerebbe lavorare ed in maniera economicamente onerosa.

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Ma si diceva dell’entusiasmo della giornata di oggi. Non una novità se si pensa alle prime edizioni dell’accoppiata Mascheroni-Falletti. Chi si ricorda il pienone di pubblico e la presenza di Ugo Nespolo nel 2008 alla inaugurazione della stufa che rimase per tanti anni elemento incompiuto della architettura castellamontese? L’importante è mantenere quello stesso entusiasmo, se ha dietro di sè della sostanza.
Ma un aspetto importante è l’organizzazione e la parte economica.
“Poco tempo e pochi soldi, ma nonostante tutto ce l’abbiamo fatta” ha detto oggi l’Amministrazione Comunale.
È stato davvero così? Ne parleremo presto, tanto la mostra va avanti fino al 24 settembre e resta aperta il sabato e la domenica, dalle 10 alle 22, dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 22.

Mario Damasio

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